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Cosa cambierà per l’Italia dalla metà del mese?

Arriveranno correnti relativamente più fresche ed instabili; dopo il 18 gennaio addirittura potrebbero arrivare sul Mediterraneo venti di origine artica e polare, con effetti ancora da valutare.

In primo piano - 8 Gennaio 2004, ore 10.30

Nella giornata di ieri abbiamo fatto una analisi piuttosto approfondita delle possibili configurazioni bariche che potrebbero venire a crearsi attorno alla metà del mese di gennaio, a causa della migrazione dall’Alaska e dallo Stretto di Bering verso il Polo Nord di un robusto anticiclone dinamico; a 24 ore di distanza possiamo confermare in larga parte quanto illustrato, in particolare l’aggancio fra l’anomala figura di alta pressione polare e l’anticiclone termico groenlandese. L’unico “passo” che rimane ancora in gioco è quello che vede la fusione fra questo grande anticiclone ed il parente azzorriano, una manovra che agevolerebbe la discesa di aria molto fredda direttamente sull’Atlantico centrale, e poi sul Mediterraneo a partire dal giorno 17, o al massimo dal 19 gennaio. Comunque parlando degli effetti “pratici” del cambiamento di circolazione atmosferica riguardanti il tempo sulla nostra Penisola, possiamo dire che le correnti relativamente miti ed umide atlantiche che già in queste ore stanno tentando la conquista del Mediterraneo, continueranno a lottare per avanzare verso est almeno fino al giorno 14. Successivamente i movimenti degli anticicloni a livello del Circolo Polare Artico e del Polo Nord, attiveranno di riflesso una risposta di correnti fresche di origine nord-atlantica, che tenderanno ad invadere l’Europa centro-occidentale, attraversandola velocemente da nord-ovest a sud-est grazie ad una perturbazione di moderata intensità. Attorno al giorno 15 c’è quindi da attendersi un primo segnale di cambiamento, con venti più tesi rispetto ai giorni precedenti, e temperature in moderato calo, specialmente sul versante occidentale della Penisola; non si potranno escludere anche alcuni rovesci qua e là, al passaggio del fronte freddo della perturbazione. Nei giorni successivi, fra il 16 ed il 18 gennaio, l’aria artica (ancora più fredda di quella nord-Atlantica), comincerà a spingere verso sud, ad iniziare dalle alte quote (fra i 3 ed i 6 km di altezza); il tempo quindi diverrà instabile su gran parte d’Italia, a causa di raffiche di vento piuttosto forti e brevi rovesci di pioggia e gragnola alternati a vaste schiarite; la temperatura subirà un ulteriore leggero abbassamento, senza comunque scendere al di sotto dei valori medi del periodo. Dal 19 in poi cosa accadrà? Preferiamo non sbilanciarci ancora, in quanto l’aggancio fra l’anticiclone delle Azzorre e quello groenlandese non è ancora affatto sicuro; comunque nei prossimi giorni continueremo ad aggiornarvi in merito.

Autore : Lorenzo Catania

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