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Cosa cambierà nei prossimi giorni nella circolazione generale?

L'anticiclone delle Azzorre riuscirà ad agganciare una figura termica di alta pressione attualmente presente in prossimità del Polo, attivando entro i prossimi due giorni la discesa di correnti artiche verso l'Europa orientale, ed in parte anche in direzione dell'Italia.

In primo piano - 19 Gennaio 2004, ore 10.50

La situazione attuale vede l’anticiclone delle Azzorre impegnato in un tentativo piuttosto deciso di risalita verso nord, in direzione dell’Islanda; probabilmente neanche stavolta la grande figura barica di alta pressione riuscirà a raggiungere il suo obiettivo, tuttavia grazie al suo movimento avrà la possibilità di modificare la circolazione atmosferica in prossimità dell’artico, invitando un anticiclone termico (direttamente collegato all’anticiclone dinamico polare, ancora presente), a scendere di latitudine, fino ad arrivare sulla Scandinavia. In questo modo si creerà un ponte anticiclonico piuttosto robusto fra Atlantico centrale e Penisola Scandinava, passante attraverso la Francia e la Germania, in grado di pilotare correnti fredde in direzione dell’Europa orientale; già nel corso della giornata di mercoledì i venti artici coinvolgeranno anche buona parte delle nostre regioni, specialmente quelle adriatiche, dove ci attendiamo rovesci di neve a bassa quota. In definitiva si sta per aprire una fase di tempo tipicamente invernale, che potrebbe presentare una breve pausa verso la fine della settimana in corso. Volendosi spingere ancora più avanti, non possiamo che confermare quanto detto pochi giorni fa: la corrente a getto polare sull’Atlantico genererà onde sempre più accentuate verso nord (in poche parole i tentativi di risalita verso l’artico dell’anticiclone delle Azzorre si faranno sempre più decisi); da questi movimenti potrebbe generarsi un vero e proprio “blocco” atlantico, massiccio e duraturo, a partire dal giorno 26 o al massimo dal 28. Si andrebbe allora incontro a massicce irruzioni di aria polare in direzione di una parte dell’Europa, con conseguenze ancora tutte da valutare; per tale motivo vi invitiamo a seguire tutti i prossimi aggiornamenti, visto anche che l’evoluzione per la fine del mese è ancora poco chiara.

Autore : Lorenzo Catania

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