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Cos'è l'ITCZ e come incide sul tempo italiano ed europeo

Evidente la correlazione che intercorre tra la forza del Monsone Africano Occidentale e la risalita degli anticicloni subtropicali che fanno impennare i termometri sul nostro Paese.

In primo piano - 25 Agosto 2010, ore 09.33

I bollori dell'estate mediterranea traggono origine da diversi fattori concomitanti, alcuni dei quali provengono da situazioni originatesi in luoghi anche molto remoti. Il legame tra le temperature del Pacifico equatoriale da una parte (cicli di Nino e Nina) e la forza dei Monsoni dall'altra determinano il passaggio chiave per comprendere tutte le vicende atmosferiche che avvengono sullo scacchiere mediterraneo del semestre estivo.

Una fase di El Nino infatti tende a rinforzare il Monsone dell'Africa occidentale il quale porta dunque un aumento della piovosità nella regione del Sahel. La spinta dinamica verso nord del Monsone a sua volta forza verso nord anche la circolazione degli Alisei (venti che provengono dai due emisferi e che convergono intorno all'equatore lungo una linea nota come linea di convergenza intertropicale, ossia ITCZ).

Ma la coperta è troppo corta, così a sua volta anche l'ITCZ spinge parallelamente verso nord l'adiacente circolazione subtropicale, nota come cella di Hadley. Quest'ultima è costituita in sostanza dalla banda anticiclonica che staziona sui deserti nord-africani. Questi risalgono dunque verso il Mediterraneo occidentale per raggiungere la penisola Iberica poi, ruotando in senso orario, piegano il loro asse verso levante portandosi verso l'Italia per poi tramontare sui Balcani.

Da qui le estati torride, le temperature al di sopra delle medie e la latitanza delle umide e instabili correnti atlantche. Il medesimo meccanismo si espleta laddove, sotto la spinta dell'indice oceanico indiano IOD, il relativo Monsone Asiatico tende ad inoltrarsi verso il continente. In questo caso la risalita dell'ITCZ interessa le zone arabiche e la risalita dell'anticiclone subtropicale invece il Mediterraneo orientale e, a volte, anche l'Europa dell'est, come è accaduto nell'estate del 2007. 

Nell'estate del 2010 la stessa anomalia, più spostata verso i settori centrali dell'oceano Indiano, ha rinforzato notevolmente il meccanismo del Monsone Asiatico determinando due conseguenze fondamentali: le alluvioni in Pakistan e l'ondata di caldo rovente in Russia.


Autore : Luca Angelini

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