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Così ci AVVELENANO ogni giorno: ecco le centrali più inquinanti d'Europa!

Trenta centrali elettriche europee sono responsabili di oltre il 10 per cento delle emissioni totali di gas inquinanti. Anche la centrale di Brindisi figura nella lista nera.

In primo piano - 5 Maggio 2016, ore 11.38

Ogni anno le centrali elettriche più inquinanti d'Europa, prevalentemente a carbone, producono 393 milioni di tonnellate di anidride carbonica, oltre il 10 per cento delle emissioni complessive inquinanti dell'Unione Europea.

Anche l'Italia figura nella lista nera, con la centrale di Enel Brindisi. Le centrali più "sporche" dell'Unione sono state ordinate per emissioni assolute di CO2 (in milioni di tonnellate di CO2 prodotte ogni anno) e per emissioni relative, dovuta al mal funzionamento durante il processo di produzione (grammi di CO2 per Kilowatt ora).

Il primato negativo va alle centrali greche Agios Dimitrios e Kardia (entrambe di proprietà della Dei, l'azienda elettrica pubblica greca), seguite a breve distanza da cinque impianti tedeschi (quattro dei quali appartengono al colosso Rwe).

La maggior parte degli impianti incriminati si trova in Germania e Gran Bretagna (10 centrali ciascuna) e sono quattro le compagnie responsabili della maggior parte di essi: più della metà degli impianti analizzati, infatti, fanno capo a Rwe (Germania), Vattenfall (Svezia), Edf (Francia) e Eon (Germania).

Anche l'Italia, con l'impianto di Brindisi e i suoi 22,8 milioni di tonnellate di CO2 prodotti ogni anno, figura al 25 posto in classifica per le emissioni relative, ma sale al nono posto per emissioni assolute.

Quasi tutte le centrali sono alimentate a carbone, le prime dieci utilizzano una lignite ad alta emissione di CO2 e in totale hanno emesso 39,5 milioni di tonnellate di CO2 in più rispetto a quanto previsto dalle regolari concessioni.

Entro il 2030 la maggior parte degli impianti più inquinanti dovrà essere dismessa, e sarà il caso, di sostituire la produzione di elettricità con l'utilizzo di fonti alternative al carbone.

Se le vecchie strutture saranno sostituite da altre centrali a carbone saremo al punto di partenza con altissimi livelli di inquinamento per i decenni a venire, con una riduzione massima possibile di emissioni pari al 20% entro il 2030.

Ma se si sceglieranno alternative ai combustibili fossili, potremo avviarci verso una economia più pulita, e la 'sporca trentina' potrà ridurre le proprie emissioni tra il 50 e il 60%.


Autore : Alessio Grosso

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