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Controlliamo le mosse dell'alta pressione africana con l'ITCZ

Il "gigante caldo" spara le sue ultime cartucce sui settori occidentali del Continente.

In primo piano - 2 Ottobre 2019, ore 13.03

 

Un buon metro per cercare di capire le mosse dell'alta pressione africana è l'ormai famoso ITCZ (InterTropical Convergence Zone). Si tratta della zona di convergenza intertropicale situata mediamente sull'equatore. Qui si ha la convergenza degli Alisei dell'emisfero boreale e la risalita di masse d'aria calda che determinano l'area di instabilità equatoriale, con piogge e temporali.

Questa ipotetica linea, chiamata anche equatore climatico, fluttua a nord e a sud a seconda delle stagioni. In estate, tra luglio e settembre, tende ad estroflettersi verso nord di circa 18°/19° sopra l'equatore, in risposta al maggiore o minore vigore della circolazione monsonica delle latitudini tropicali.

I suoi movimenti determinano anche lo spostamento verso sud o nord delle alte pressioni subtropicali (che si estendono immediatamente a nord e a sud della ITCZ), determinando così un forte influsso anche sul tempo di casa nostra.

Una maggior estroflessione dell'ITCZ verso nord facilita le rimonte dell'alta pressione africana verso il Bacino del Mediterraneo e l'Italia. Di conseguenza, in estate, questo parametro diventa fondamentale per la previsione di una possibile risalita del famigerato "Gobbo".

L'ITCZ non viene monitorato in inverno, ma sale sugli altari della cronaca già a partire dal mese di aprile per i motivi suddetti. La mappa in alto ce lo mostra...così come è disposto in questi ultimi giorni, o meglio come era disposto nella terza decade di settembre. La linea scura rappresenta la sua altezza media, mentre la linea rossa la posizione assunta dal 20 al 30 settembre. 

Cosa notiamo? Partendo dalla parte occidentale del continente nero, si nota un itcz ancora estroflesso verso nord, segno che il monsone sottostante seguita a spingere nonostante l'autunno avanzato. Questo facilità rimonte africane verso la Penisola Iberica con blocco quasi completo delle correnti atlantiche (una situazione molto in voga negli ultimi anni). 

Il medesimo indice è invece sottomedia sulla parte centrale del nord Africa, dove avvengono spesso gli affondi dell'aria fresca di matrice nordica che interessano anche l'Italia, specie la parte centrale e meridionale.  

Più ad est, verso il Mediterraneo orientale, l'itcz si presenta in media quasi perfetta, secondo gli stardard climatici del periodo. 


Autore : Paolo Bonino

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