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Conoscere le MAREE: cosa sono punto anfidromico e linea cotidale?

Il mare e i suoi segreti.

In primo piano - 5 Novembre 2015, ore 13.49

Le maree sono cambiamenti periodici del livello della superficie dell'oceano, variabili da luogo a luogo. Il ritmico elevarsi e abbassarsi del livello marino lungo le coste, è conosciuto fin dall'antichità e, dopo il moto ondoso, è il movimento più facile da osservare.

Benchè note da secoli, le maree furono spiegate per la prima volta in modo soddisfacente da Isaac Newton in base alla legge di gravitazione universale da lui scoperta, secondo la quale due corpi qualsiasi esercitano l'uno sull'altro una forza di attrazione.

Le maree sono la conseguenza sulle acque degli oceani libere di muoversi, dell'attrazione gravitazionale esercitata sulla Terra dalla Luna e, in minor misura, dal Sole. Supponiamo, per spiegare la formazione e l'andamento delle maree, che la Terra sia una sfera rotante coperta da una strato di profondità uniforme di acqua. E' facilmente comprensibile che la forza di attrazione esercitata dalla Luna provochi un rigonfiamento della massa acquea (alta marea) dalla parte della Terra rivolta verso la Luna.

Meno ovvio è che essa provochi un rigonfiameno del tutto simile anche dalla parte diametralmente opposta della Terra. Entrambi i rigonfiamenti si spiegano tenendo conto del fatto che la forza di attrazione che si esercita tra due corpi, in questo caso la Terra e la Luna, è inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza. Pertanto la forza di attrazione che la Luna esercita sulla parte della Terra ad essa più vicina è leggermente maggiore della forza che esercita sulla parte della Terra ad essa più lontana.

Questa differenza nella forza di attrazione tende a "stirare" la Terra nella direzione Terra-Luna. Sulla parte solida della Terra, che è sostanzialmente rigida, l'effetto di elongazione è molto ridotto; nel caso degli oceani, invece, le cui acque sono mobili, l'effetto di elongazione è più vistoso e porta ai due opposti rigonfiamenti di marea. Anche il sole influisce sulla maree, ma, a causa della sua maggiore distanza, il suo effetto è meno della metà di quello della Luna.

Nelle condizioni di luna nuova e piena, il Sole e la Luna sono allineati e gli effetti si sommano: sia l'alta marea che la bassa marea sono allora più accentuate; si parla in tal caso di "maree sigiziali". Al contrario, attorno al primo e al terzo quarto di luna le forze di attrazione gravitazionale che la Luna e il Sole esercitano sulla Terra sono perpendicolari tra loro e si contrastano a vicenda: il risultato è che l'ampiezza giornaliera è minima; si parla in tal caso di "maree di quadratura".

Queste considerazioni teoriche però non sono sufficienti per permettere di prevedere nè l'altezza nè il momento di inizio effettivi delle maree in una determinata zona dell'oceano. La forma della costa e la configurazione dei bacini oceanici influiscono infatti notevolmente sui movimenti del mare, per cui da località a località le acque rispondono in maniera diversa alle forze che provocano le maree; le caratteristiche della marea nelle singole località possono essere determinate in modo accurato solo mediante l'osservazione diretta: le previsioni nelle tabelle di marea e i dati delle maree sulle carte nautiche sono basate appunto su osservazioni dirette.

Una delle caratteristiche più vistose delle maree è che l'alta marea non si verifica ovunque nel momento in cui la Luna passa sul meridiano locale, ma si può manifestare con un ritardo, detto "ora di porto", che può essere diverso anche in zone tra loro vicine. Si costruiscono perciò carte in cui compaiono delle linee chiamate "linee cotidali", che uniscono i punti che presentano la stessa "ora di porto", cioè lo stesso ritardo dell'alta marea rispetto al passaggio della Luna su un meridiano di riferimento (in genere il meridiano locale o quello di Greenwich).

In un singolo bacino si osserva che le diverse linee cotidali partono da un punto in cui la superficie non risente dell'effetto della marea, chiamato "punto anfidromico": le linee cotidiali se ne allontananno a raggera e l'ampiezza delle maree cresce lungo ogni linea con la distanza da tale punto.

In ultimo diamo alcune definizioni: "corrente di marea" è il termine usato per indicare lo scorrimento orizzontale d'acqua che accompagna la salita e la discesa della marea. Quando la marea sale, l'acqua scorre verso la costa, dando origine al "flusso di marea" e sommergendo la zona di costa più bassa. Quando la marea scende, lo scorrimento inverso, il "riflusso di marea", scopre nuovamente la porzione di costa prima sommersa.

Le zone costiere soggette all'alternarsi della correnti di marea sono dette "piane intertidali" e a seconda dell natura della zona costiera variano da fasce strette e nastriformi ad ampie zone che possono estendersi anche per parecchi chilometri.
 


Autore : Alessio Grosso

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