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CONFRONTO MODELLI: sul lungo termine la partita è ancora aperta

Ecco la situazione contemplata oggi dal modello americano, europeo e parallelo dell'americano. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza.

In primo piano - 12 Gennaio 2015, ore 09.46

Non è mai facile districarsi tra carte e modelli...e se il piatto da decifrare riguarda il medio-lungo termine la situazione si complica in maniera quasi esponenziale.

L'inverno cercherà di emergere, quantomeno sulla carta, dopo un avvio decisamente poco performante per molte regioni della nostra Penisola. Appare ormai quasi sicuro il passaggio perturbato che avverrà sull'Italia tra venerdì e sabato, un passaggio che darà una bella mano di bianco alla chiostra alpina sopra gli 800-1000 metri.

Successivamente, i modelli contemplano scenari differenti, ma qualche passo avanti verrà compiuto in direzione di una stagione invernale più normale. In questa sede compareremo tre modelli per fare maggiore chiarezza; la giornata presa come campione è quella di giovedì 22 gennaio.

La prima cartina inquadra la previsione contemplata oggi dal modello americano per la giornata in parola. Secondo questa elaborazione, l'aria fredda sull'Italia non mancherà, ma l'azione dell'alta pressione ad ovest sarà ancora troppo invadente per garantire un coinvolgimento freddo di tutta la nostra Penisola e del Mare Nostrum. Secondo tale carta, a beneficiare maggiormente dei risvolti invernali saranno le regioni adriatiche e il meridione, meno il nord e il settore tirrenico.

La situazione di "invadenza anticiclonica da ovest" viene completamente smentita questa mattina dalla tesi del modello europeo, valida per la medesima giornata (giovedì 22 gennaio).

Il modello di casa nostra opta per uno scenario completamente diverso rispetto a quello contemplato dal collega americano.

Secondo questa elaborazione, l'alta pressione potrebbe mantenersi defilata ad ovest e quasi tutto il nostro continente potrebbe essere interessato da una circolazione ciclonica fredda. Le prospettive per un interessamento italico sarebbero buone, specie per i settori centro-settentrionali della Penisola.

Sondiamo adesso il modello alternativo a quello americano, il cosiddetto "Parallelo", che presto diverrà il modello americano trainante.

Questa elaborazione contempla una situazione intermedia tra i due elaborati precedentemente esaminati. L'Italia verrebbe interessata da aria fredda, ma l'alta pressione ad ovest non sarebbe eccessivamente forte e passibile di nuove flessioni bariche, portate in essere dal gigantesco vortice freddo collocato a nord-ovest.

Il cuneo anticiclonico presente tra Francia e Spagna potrebbe venire smantellato da impulsi nord atlantici progressivamente più freddi che si daranno appuntamento nel cuore del Mediterraneo. Insomma, secondo questo elaborato l'inverno preparerebbe una bella offensiva sul Continente e in Italia durante la terza decade di gennaio.

Come vedete i tentativi per fare decollare la stagione, seppure con notevole ritardo, ci sono! Nei prossimi giorni vedremo quale tesi diverrà prevalente.

 

 

 

 

 

 


Autore : Paolo Bonino

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