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CONFRONTO MODELLI: dove si posizionerà la depressione di DOMENICA 28?

Situazione fatta apposta per mettere i bastoni tra le ruote ai previsori. Ecco tre possibili opzioni inerenti al "guasto" atteso per domenica 28 in Italia.

In primo piano - 24 Dicembre 2014, ore 09.02

Una cosa sembra certa: l'inverno si appresta finalmente a fare il suo ingresso sull'Italia a partire dalla giornata di Santo Stefano. Questa irruzione fredda sarà solo la punta dell'iceberg di ciò che le elaborazioni hanno messo in cantiere per i primi giorni del nuovo anno.

I connotati della prima ondata fredda sono ormai noti. La stessa cosa non si può dire per la seconda irruzione, attesa tra domenica 28 e lunedì 29 dicembre. Qui sussistono ancora molte incertezze, che si palesano con la posizione dei minimi barici nelle varie elaborazioni.

La prima cartina in alto a sinistra ci mostra la tesi del modello europeo valida per la notte tra domenica 28 e lunedì 29 dicembre. Depressione sul centro-nord della nostra Penisola, con rischio di nevicate anche a bassa quota al nord, con possibile coinvolgimento delle pianure. Una previsione che non si discosta molto da quella contemplata ieri dal medesimo modello.

Il modello alternativo all'americano (il cosiddetto PARALLELO) non si discosta molto dalla tesi europea.

Anche questa elaborazione contempla una depressione sul centro-nord della nostra Penisola, con possibilità di qualche nevicata al nord fino in pianura e a quote collinari nelle zone interne del centro (specie sulla Toscana).

Notate l'alta pressione posta sulle Isole Britanniche a baluardo delle correnti miti oceaniche, obbligate a scorrere addirittura in prossimità dell'Islanda.

La relativa compattezza delle emissioni europee ed alternative viene messa questa mattina in pesante discussione dal modello americano, una grossa tegola per gli appassionati di neve e gelo del nord Italia.

Nel medesimo frangente temporale (la notte tra domenica e lunedì), secondo questa elaborazione, il minimo si piazzerà addirittura sulla Grecia, migliaia di km più ad est rispetto alle due elaborazioni precedenti! Inevitabili sarebbero le conseguenze per il nord e parte del centro, che avrebbe davvero pochi fenomeni, a scapito del versante adriatico e il meridione che sarebbero invece sugli scudi.

Facendo una media di tutte le elaborazioni (comprese quelle minori) ci sembra che la tesi americana di questa mattina sia troppo orientaleggiante. Di conseguenza diamo al momento più credito alla tesi europea e parallela, con un interessamento almeno parziale del nord e della Toscana. Attendiamoci però ancora molti cambiamenti.

 

 

 


Autore : Paolo Bonino

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