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CONFERMATO cambiamento del tempo in chiave INVERNALE entro gennaio: eccone descritte le dinamiche

Nel dettaglio le ultime novità messe in luce dagli aggiornamenti modellistici odierni, Lunedì 26 dicembre. L'inverno entrerà in modalità attiva nella prima decade di gennaio?

In primo piano - 26 Dicembre 2016, ore 16.30

Pare ormai "ufficiale" un cambiamento abbastanza radicale della circolazione emisferica entro la prima decade di gennaio. Attualmente il nostro continente viene interessato da un rinforzo temporaneo della semipermanente d'Islanda che porta con sé una "spazzolata" di venti occidentali umidi e temperati sino alla Penisola Scandinava ed alla Russia settentrionale. Trattasi quest'ultima di una fase assolutamente temporanea eppure di fondamentale importanza al fine di creare i presupposti necessari alla nascita delle dinamiche attese nel mese di gennaio.

Non dimentichiamo infatti come tutte le più grandi intrusioni di calore rivolte alle latitudini polari, (a loro volta punto di partenza necessario ad avere irruzioni d'aria fredda rivolte alla fascia delle medie latitudini) poggino radici nell'esistenza di una seppur modesta "tensione zonale", persistente ed energica quanto basta da fornire ad un'onda dinamica la forza necessaria ad intrudere il tessuto del Vortice Polare.

Ebbene già entro il termine di dicembre assisteremo quindi ad un rallentamento della tensione zonale, ma non ad una sua totale soppressione. Tale rallentamento lascerà quindi spazio ad un nuovo raffreddamento delle lande est europee per opera di freddi venti artici, una dinamica invernale prevista ormai sulle brevi distanze previsionali che potrebbe un po' rappresentare il punto di partenza su quelli che saranno i movimenti successivi che potrebbero rivelarsi ben più intensi e vigorosi.

Quanto messo in luce dai modelli nella prima decade di gennaio potrebbe quindi rivelarsi una vera e propria azione di disturbo nella quale due onde anticicloniche sull'oceano Pacifico e sull'oceano Atlantico, determinerebbero sull'Europa un cambio sostanziale della circolazione atmosferica. Non più venti occidentali umidi e temperati, bensì correnti settentrionali oppure orientali, foriere di un forte raffreddamento del comparto russo europeo, laddove ritroveremo il cuore più freddo del Vortice Polare. 

Da questo punto di partenza un nuovo capitolo resta ancora tutto da scrivere. 

Seguite gli aggiornamenti. 


Autore : William Demasi

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