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Confermata la svolta barica di metà mese?

Il legame anticiclonico fra Polo e Tropici si concretizzerà fra il 15 ed il 16 gennaio, portando aria fredda a scivolare dalla calotta artica verso sud, in direzione dell'Europa occidentale.

In primo piano - 9 Gennaio 2004, ore 10.37

Continuiamo l’aggiornamento delle previsioni a lungo termine, dato che in questo periodo si rivelano assai interessanti, a causa dell’anomalo movimento che potrebbero compiere alcune figure bariche nei prossimi giorni. Iniziamo dalle certezze: l’anticiclone dinamico in prossimità del Polo Nord è ormai una realtà; sia in quota che al suolo presenta una struttura ben definita e piuttosto robusta, che gli permetterà di sopravvivere ancora molti giorni. Il legame con la figura di alta pressione termica tipica della Groenlandia però non si è ancora concretizzato appieno; comunque entro 24 ore il fatidico “abbraccio” si realizzerà, garantendo ai primi timidi impulsi di aria artica di scivolare al di sopra della calotta di ghiaccio per raggiungere la riva del mare. Viene inoltre confermato anche l’aggancio fra l’anticiclone e la figura di alta pressione atlantica, quell’anticiclone delle Azzorre che attraverso la sua spinta verso nord dovrebbe creare una vera e propria barriera sull’Oceano dal Polo ai Tropici, in grado di frenare le perturbazioni atlantiche nel loro consueto viaggio verso il Continente Europeo a partire dal giorno 15. Allora cosa succederà a partire dal giorno 16 in poi? L’aria fredda di origine polare potrà scivolare lungo il fianco orientale del muro anticiclonico, spingendosi verso sud, in direzione delle Isole Britanniche e della Francia, garantendo un regime di tempo instabile e fresco anche sull’Italia, già colpita ripetutamente da veloci perturbazioni di origine nord-Atlantica. Un ulteriore cambiamento del tempo avverrà però attorno al giorno 18, quando l’aria fredda polare farà il suo ingresso (inizialmente solo in quota) sul Mediterraneo settentrionale, dando luogo ad un consistente calo delle temperature, soprattutto sulle Alpi e l’Appennino, fino al settore Toscano o Marchigiano. L’evoluzione del tempo nei giorni dal 20 gennaio in poi risulta ancora piuttosto confusa, perché occorre valutare bene la durata della barriera di alta pressione sull’Oceano (e quindi l’intensità della discesa di aria polare), dipendente da molti fattori; soprattutto però andrà valutata la possibilità che l’anticiclone termico adesso presente sull’Europa orientale riesca a resistere alla spinta del flusso atlantico ancor più di quanto previsto attualmente, portando le depressioni oceaniche ad agire leggermente più ad ovest di quanto adesso indicato dalle mappe. Di questo ultimo punto comunque ne riparleremo nei prossimi giorni con maggior dettaglio.

Autore : Lorenzo Catania

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