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Complessa fase di blocking in atto

La configurazione barica alle quote medie in Atlantico persiste con le stesse caratteristiche da diverso tempo, dando vita ad una struttura piuttosto tipica e duratura

In primo piano - 7 Dicembre 2002, ore 09.29

Nei giorni scorsi abbiamo sottolineato il fatto che l’anticiclone adesso presente sulla Scandinavia, responsabile delle correnti di Burian che ci investiranno nei prossimi giorni è nato dalla fusione dell’anticiclone delle Azzorre (dinamico) e di quello russo-siberiano (termico) alle quote basse. Come sappiamo però ad altezze più elevate un anticiclone termico non può avere una struttura autonoma, ed al suo posto generalmente si presenta una depressione; come mai allora sulla Scandinavia a quote medie la pressione è molto elevata da diversi giorni? Perché in Atlantico è presente una configurazione di Blocking fra le più tipiche; si chiama “Blocco a dipolo” e nel nostro caso ha una struttura veramente complessa, che noi cercheremo di spiegarvi. Innanzitutto il flusso zonale tipico delle medie latitudini, partendo dalle coste statunitensi continua a correre indisturbato da ovest verso est fin sulle Azzorre; da questa zona in poi le correnti prendono addirittura tre direzioni diverse: un ramo piega verso la Groenlandia, un altro più piccolo continua a scorrere indisturbato sui paralleli, ed un altro ancora va verso il Tropico, dove è presente una depressione (non visibile nella figura). Si ha quindi una deviazione notevole di tutte le correnti ad alta quota, che portano alla formazione di un ponte anticiclonico molto robusto sull’Atlantico settentrionale e la Scandinavia ( in questo modo si spiega anche lo stato di grazia dell’anticiclone delle Azzorre in queste ultime settimane), con il flusso principale di correnti che sale di latitudine fino all’artico; dall’altra parte i venti spirano verso la depressione in prossimità del Tropico. All’altezza del Meridiano di Greenwich abbiamo quindi una fascia che va dal 30° all’80° parallelo completamente bloccata da più di una settimana; ciò ha portato alla formazione della depressione Cujo, ma soprattutto alla sua permanenza sulle nostre regioni meridionali. Per i prossimi giorni possiamo dire che il blocco rimarrà nella stessa posizione, anche se si deformerà continuamente, pertanto potremo aspettarci sia la persistenza dell’anticiclone dinamico sulla Scandinavia o sull’Europa orientale, sia la rigenerazione continua delle depressioni sul Mediterraneo centro-orientale. Tutto ciò si tradurrà in venti freddi per almeno 4-5 giorni su tutta la nostra Penisola, seguiti da una fase con correnti meridionali, dovuta all’avvicinamento di una piccola depressione atlantica che riuscirà a passare il blocco perché agganciata dal ramo “centrale” del flusso.

Autore : Lorenzo Catania

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