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Commenti dei lettori al pezzo "maledetti italiani, maledetti austriaci"

I lettori hanno espresso alcune considerazioni importanti dopo la pubblicazione del pezzo su "Alpi e confini nel Trentino-Alto Adige".

In primo piano - 10 Febbraio 2003, ore 09.44

Siamo contenti dei contributi che ci avete inviato. Pubblicheremo ovviamente solo le mails dei lettori che, pur esprimendo consensi o critiche, non hanno sollevato questione politiche. Il nostro quotidiano, come ben sapete, è assolutamente apolitico, apartitico e non si schiera mai a favore o contro nessuno. La meteorologia dovrà avere infatti solo lo scopo di unire e mai di dividere. Ecco allora i commenti più significativi: "Caro Alessio Grosso ho letto il suo pezzo sulle popolazioni dell'Alto Adige. Conosco molto bene l'Alto Adige avendolo frequentato sia da piccolo (ho 43 anni) che da adulto, assiduamente e costantemente. Ho anche passato 15 mesi da militare come sottotenente in Val Pusteria e Val Badia (che periodo fantastico!) nel 1986/87. Ebbene, in tutto questo tempo mai (e sottolineo mai) ho avuto il benchè minimo problema con gli abitanti. L'atteggiamento che ho sempre tenuto, e che naturalmente tutt'ora tengo, è del massimo rispetto per tutte le loro tradizioni, per la loro lingua (tedesco e /o ladino). E' il messaggio che attraverso MeteoLive vorrei far conoscere: rispettateli, siate educati e avrete sempre da loro un sorriso, un gesto gentile e, statene certi, una risposta nella nostra lingua non di circostanza (per far piacere al turista) ma sincera e amichevole. A proposito, fu proprio un contadino conosciuto durante il mio servizio militare che mi raccontò la storia del pellegrinaggio prima dell'inizio della Grande Guerra 1915/18. (ovviamente in italiano!) Cordiali saluti Radius, alias Sergio Suardi Caro sig. Alessio Grosso ho letto con interesse l'articolo riguardante la Val Pusteria ed i suoi abitanti. Noi come famiglia, andiamo da parecchi anni in vacanza, specialmente d'inverno, a Sesto, in campeggio e devo dire che ci siamo sempre trovati benissimo. Non ho mai riscontrato problemi, anzi ho trovato cordialità (sarà il potere del turismo, mah.....) comunque ripeto VIVA Sesto e bravi voi di METEOLIVE, complimenti! Ester Carloni Ho letto con interesse il Vs. articolo, e sono d'accordo con Voi solo in parte che la natura e la bellezza della montagna possono unire i popoli e sopire antichi rancori. Ma dove non mi trovo d' accordo con Voi è sul cambiamento dell'atteggiamento della popolazione di origine e lingua Tedesca nei confronti del resto della popolazione Italiana. Vi dico questo per mia esperienza personale, perchè passando e fermandomi spesso da quelle parti noto con dispiacere che i "Walschen" come avete scritto Voi, non vengono accolti con tutto quel calore che dite nell articolo, ma spesso la popolazione locale di lingua tedesca pur conoscendo bene l'Italiano si ostina ad esprimersi in tedesco, secondo me, in primo luogo per ribadire che loro non si sentono Italiani in nessun modo, ed in secondo luogo per mettere in difficolta' il visitatore di turno. Di questi atteggiamenti ne sono testimonianza il recente referendum a Bolzano per cambiare il nome a Piazza della Vittoria in Piazza della Pace, senz'altro un bel nome, ma che certo non rende giustizia a quelle migliaia di soldati Italiani morti per difendere la nostra Patria e il dilagante bilinguismo a favore dell'idioma Tedesco, avrebbero fatto lo stesso gli Austriaci se avessero vinto loro?. Spero che la caduta delle frontiere fra Paesi Europei elimini definitivamente, a parer mio,(spero di sbagliarmi) questa diffidenza nei nostri confronti, e speriamo che anche la meteorologia e MeteoLive contribuiscano a questo. Cari e Cordiali Saluti enrico69 nel forum Complimenti per il pezzo, da amante da sempre del Tirolo non posso che condividere il tutto, sicuramente abbiamo nella passione comune del tempo e di tutti i fenomeni annessi, una grande arma di pace, un collante per tutti, piove su neri su bianchi allo stesso modo, nevica in Sicilia e in sud Tirol con lo stesso colore, la montagna, per tutti quelli che la amano, non vede le differenze di lingua o di dialetti, il temporale quando arriva arrriva su tutti.. Comunque avendo vissuto per un intero anno in Sud Tirol nel lontano 1974/75 e per di più romano, posso dire che è un grande popolo montanaro, amanti del tempo e della neve, loro mi hanno insegnato che la neve caduta non va profanata, va tolta solo dove serve per poter lavorare, ma mai quella che comunque non da problemi..come in città quì a Milano che per esempio nella lontana nevicata del gennaio 85, con i camion si portava via anche la neve dagli angoli dei marciapiedi, o addirittura dai giardini ( altrimenti i cani dove vanno??), o dalle piazze, oltre i passi carrai... Un saluto alla redazione. Maurizio Andreozzi. Penso solamente che Alpi e Prealpi dovrebbero essere libere dai beceri nazionalismi di ogni genere, la fatica della montagna ha sempre unito i popoli, mai diviso! E che ognuno possa finalmente gestire il proprio territorio, la propria lingua e le proprie tradizioni come meglio creda. Tutte le guerre, in modo molto particolare quelle risorgimentali e la 1° guerra mondiale, non sono mai state volute dalla povera gente ma, è ormai cosa certa, dalla massoneria che ha concepito le nazioni attuali. L’esempio più corretto di convivenza e mentalità veramente Alpina è la Svizzera : niente guerre, niente invasioni, convivenza da secoli di popoli con lingue e tradizioni molto diverse : Insubri (Ticino)- Tedeschi – Francesi – Walser – Ladini ecc… Da notare inoltre il grandissimo rispetto per l’ambiente e le montagne (pur consapevoli dell’importanza del turismo) che ha fatto della confederazione Elvetica un modello da imitare, basti pensare solamente a Zermatt e Saas Fe veri gioelli di granturismo sostenibile. Potrei scrivervi un libro su questo argomento, ma credo d’avervi già stancato. Ci si augura solamente che, almeno in Europa, la storia serva da lezione, ridando ai popoli la loro vera identità, e che non succeda più che oltre a guerre bestiali una persona si ritrovi a non poter più parlare la lingua del proprio nonno! Paul Varese Ho anch'io una storia come tante da raccontare, ma con un lieto fine. Sarò breve. La mia bisnonna odiava gli italiani, a causa della grande guerra lasciò il suo "maso", depredato dagli italiani conquistatori, e con cinque figli venne profuga qui in Piemonte. Una delle figlie, mia nonna, sposò un napoletano venuto quassù per lavoro, e tra gli altri figli naque anche mia madre che sposò un piemontese "doc". Oggi ormai le "razze" della nostra famiglia si sono mischiate, io ho sposato un toscano e pur essendo entrambi scuri di occhi e capelli, da otto mesi è nato il piccolo Giacomo, biondo e con gli occhi azzurri! Che ci sia lo zampino della vecchia bisnonna austriaca? La grande guerra ha portato dolore a tutti, i racconti della bisnonna si sono tramandati di generazione in generazione e io li tramanderò a mio figlio. Lo porterò a visitare il paese della bisnonna, le trincee, i sacrari, gli racconterò gli avenimenti, le sofferenze, ma anche che da tutto questo lui è al mondo. Mi scuso per non saper scrivere perfettamente e ringrazio chi ha perso tempo a leggermi. Un saluto. Marinella "Sono rimasto positivamente colpito da questo articolo, anche perchè non mi aspettavo di trovar trattato questo argomento in un sito meteo. Comunque volevo dire che sono rimasto profondamente colpito perchè da amante della montagna sono moltissimi anni che frequento l'Alto Adige, o meglio il SuedTirol, e devo dire che ho sempre trovato molta cordialità e mai, dico mai, discriminazione perchè sono italiano, o meglio di un'altra regione italiana! Sarà, perchè a differenza di tanta gente, non ho mai avuto nessun pregiudizio verso i sudtirolesi. Anzi penso che abbiano ben diritto a difendere la loro cultura millenaria come tutti gli altri popoli. Conosco molti sudtirolesi, mi hanno raccontato che nel "Ventennio" avevano perfino loro tradotto i cognomi! Non so, sarà che poi amando tantissimo la montagna, io non posso non amare questa gente e le loro tradizioni (anche quelle ladine, non dimentichiamolo!). Tra l'altro devo aggiungere che, seguendo molto lo sci alpino e altre discipline sportive invernali, vedo che questa gente non ha nessunissima paura o vergogna di gareggiare con i colori dell'Italia, anzi a me pare lo facciano con fierezza e orgoglio. Quindi come si fa a non amare questa terra e la sua gente?? Distinti saluti al Capo Redattore e grazie per il bellissimo pezzo pubblicato. Emanuele Sandroni Un lettore assiduo di MeteoLive dalla Toscana

Autore : Redazione

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