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Come sta El Niño?

Negli ultimi mesi è andato concretizzandosi un vistoso surriscaldamento delle acque superficiali dell'oceano Pacifico orientale, con effetti immediati sulla frequenza e l'intensità dei processi convettivi lungo le coste di Ecuador e Perù. Iniziano insomma a palesarsi i primissimi effetti del famigerato "El Nino", descritti e previsti già da diversi mesi da alcuni dei principali centri di calcolo europei ed americani. Vediamo il punto della situazione e la sua possibile evoluzione futura.

In primo piano - 13 Maggio 2015, ore 12.00

Risalgono ormai quasi ad un anno fa i primissimi articoli usciti sul web, in merito l'esordio del famigerato El Niño che, alla resa dei conti, ha impiegato molto più tempo a manifestarsi rispetto quanto fosse stato preventivato inizialmente. In buona sostanza il fenomeno El Niño consiste nell'anomalo surriscaldamento delle acque superficiali dell'oceano Pacifico che si manifesta su alcuni settori specifici. Questi settori includono alcuni importanti tratti costieri del continente sudamericano, laddove temperature oceaniche sopra la media, tendono ad esaltare i processi convettivi che spesso e volentieri possono sfociare in precipitazioni estremamente abbondanti se non addirittura alluvionali.

Dopo alcuni mesi di attesa, gli effetti del Niño iniziano a manifestarsi lungo le coste pacifiche peruviane ed ecuadoregne, dove l'azione degli Alisei da sud-est viene soppressa a favore di una blanda corrente occidentale di provenienza marittima che mantiene assai elevati i valori di umidità relativa. Il NOAA, conferma ormai in via ufficiale, l'avvento del Niño che si manifesta attraverso un anomalo surriscaldamento delle acque superficiali dell'oceano Pacifico orientale.

La ragione di tale surriscaldamento è da ricercare in quella che dagli esperti viene chiamata "onda di Kelvin", in buona sostanza trattasi di un flusso d'acqua molto tiepida che attraversa l'oceano Pacifico da ovest verso est, viaggiando un centinaio di metri sotto il pelo dell'acqua. Quest'ultima rappresenta un flusso d'acqua molto importante, nel suo spostamento verso le coste occidentali sudamericane, determina addirittura un sollevamento della superficie marina calcolabile sugli 8-10 centimetri.

Negli episodi di El Niño, l'acqua emerge verso la superficie in corrispondenza delle coste pacifiche peruviane ed ecuadoregne. Le boe marine confermano l'accumulo di acqua calda lungo i tratti costieri sopraccitati, dove la temperatura del mare risulta in costante aumento ormai da diverse settimane.

Estremamente difficile fare una previsione sull'andamento di un fenomeno che, qualora dovesse persistere, potrebbe determinare veri e propri sconvolgimenti della circolazione atmosferica a livello planetario. L'accumulo di calore marino lungo le coste occidentali sudamericane, risulta infatti bilanciato da un profilo termico inferiore alla norma sulle isole del Pacifico e l'Australia che potrebbe innescare in un periodo di siccità piuttosto prolungato.

Gli effetti di tale circolazione potrebbero infine trasferirsi sino ai lidi nostrani, riferendoci quindi al continente europeo, con periodi di siccità concentrati soprattutto sui settori meridionali europei, ed una prevalenza di sinottiche settentrionali a scapito di quelle più canoniche occidentali.

Staremo a vedere.

 

El Niño
El Niño

Autore : William Demasi

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