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Come si formano i cumuli?

Un'ampia panoramica per capire meglio i meccanismi che concorrono alla formazione di queste nubi spettacolari.

In primo piano - 13 Maggio 2010, ore 09.16

I cumuli si formano soprattutto in primavera e in estate quando il suolo raggiunge temperature più elevate rispetto a quello dell’aria sovrastante. I gradienti più marcati si hanno nelle ore pomeridiane e dove il terreno raggiunge temperature notevoli, come le terre aride, sabbiose, o lo superfici rocciose o densamente abitate per via delle costruzioni, o della vastità dei terreni ricoperti da cemento.

 Le aree interessate da foreste, le vaste distese prative e i corsi d’acqua si riscaldano molto meno e possono partecipare al processo solo perchè le masse d’aria più fredde, che qui risiedono, possono essere richiamate, se ne esistono le condizioni, nelle zone più calde. Nei territori interessati da forte riscaldamento, vaste masse d’aria a stretto contatto con la superficie si sollevano dal terreno, con periodicità che varia da pochi, a qualche decina di minuti.

L’estensione di queste masse varia da un diametro di 100 metri fino a una diametro di circa 500-600 metri. Raggiunto il livello di condensazione, le termiche si dilatano creando quelle nubi dette cumuli, il cui profilo mostra una base ben delineata in senso orizzontale e una struttura verticale dalle forme arrotondate, ben marcate e con contorni netti.

Queste masse d’aria ascendenti vengono sostituite al livello del suolo da altre masse d’aria più fredda proveniente dalle zone limitrofe e meno interessate da irraggiamento assorbente.

Quest’aria, trasferitasi nella zona più calda, trascorso il tempo utile a riscaldarsi, diventa più leggera e si solleva a sua volta, alimentando il processo atto alla formazione dei cumuli.

Contemporaneamente, quando la massa d’aria raggiunge le stesse temperature di quella circostante, la nube tende a dissolversi. La nube si dissolverebbe nel volgere di breve se non fosse alimentata nuovamente da una nuova massa d’aria calda ascendente. Il rimescolamento determinato dal contatto con l’aria più secca provoca una diminuzione dell’umidità relativa che alla periferia del cumulo può attestarsi su valori intorno al 70%. Ed è proprio alla sua periferia che il cumulo tende a dissolversi con maggiore rapidità. Può anche accadere che le masse d’aria diventino sempre più instabili e che si raffiguri un aumento progressivo della nuvolosità diurna che si esaurisce e si stabilizza solo dopo aver raggiunto la massima intensità; fenomeno questo che si verifica principalmente in estate sulle nostre regioni. In estate sulle Alpi e sugli Appennini, le formazioni di tipo cumuliforme si hanno specie nelle ore pomeridiane e al massimo nelle prime ore della serata; si possono sviluppare temporali locali, che purtroppo spesso non interessano minimamente le aree pianeggianti limitrofe che magari soffrono di siccità.

La condizione più favorevole alla formazione di grossi cumuli sono una certa instabilità e la presenza di masse di aria umida a quote più elevate. La descrizione di un cumulo si può sintetizzare come una nuvola che mostra una base orizzontale più o meno scura, che si sviluppa verticalmente con evidenti mammelloni che culminano con la parte più elevata a forma di cupola o di cavolfiore. Sono spesso imponenti e dense con contrasti ben delineati. Quando sono illuminate dal sole riflettono un bianco candido come gigantesche " palline" di cono gelato. Il cumulo più piccolo viene chiamato Cumulus humilis - e si mostra con una forma molto piatta a causa della scarsa evoluzione verticale .

Il Cumulus congestus e quello che più abbraccia la descrizione appena fatta sui cumuli. Ha una rilevante estensione verticale. Questo tipo di nube può evolversi in Cumulonimbus Calvus o Capillatus Incus quando nella parte superiore si formano cristalli di ghiaccio e nella forma Incus appare la classica incudine. Il Cumulus mediocris è un altro tipo di cumulo che si presenta con moderata estensione verticale, può evolvere in congestus oppure dissolversi.


Autore : Redazione MeteoLive.it

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