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Come piove in Italia? Come si classifica la pioggia e cosa la favorisce?

Le piogge si distribuiscono in maniera diversa sulle nostre regioni ed hanno anche una loro classificazioni. I meccanismi che le favoriscono sono però molto simili.

In primo piano - 5 Giugno 2007, ore 09.13

In Italia come è noto non piove nella stessa maniera da tutte le parti, anzi è possibile individuare delle macroaree in cui le gocce d'acqua (o i fiocchi di neve) cadono più o meno nella stessa misura in certi mesi: - le Alpi: fino a pochi anni fa bersaglio preferito delle umide correnti meridionali, hanno incredibilmente un massimo di precipitazioni in estate, a causa dei numerosi temporali e degli elevati contrasti termici, ed un minimo proprio in inverno, quando a volte il troppo freddo non favorisce le precipitazioni; - le Prealpi: con due picchi, uno in primavera, quando su quelle zone si concentra il maggior numero di temporali, e uno in autunno, con le prime poderose perturbazioni che rompono il digiuno estivo; - la Pianura Padana: analogamente alle Prealpi ma con prevalenza delle piogge in autunno, grazie a numerosi fattori, primo fra tutti il sollevamento forzato dell'aria umida indotto dagli Appennini; - l'Adriatico: molto piovoso in autunno (maggiormente grazie allo Scirocco) e un po' meno in primavera, quando un discreto numero di temporali riesce ad arrivare fin sui litorali; - il Tirreno (fino alla Campania) e la Sardegna: in autunno e in inverno si hanno le maggiori precipitazioni perché le irruzioni di aria fresca o fredda trovano sempre un mare mediamente più caldo e umido; - l'estremo Sud e la Sicilia: l'unico picco si ha in inverno, quando le invasioni fredde si spingono fin quasi al 30-esimo parallelo, poi si ha una lunga fase asciutta in estate. Si parla spesso inoltre di diluvi, nubifragi, piogge torrenziali, piovaschi... Ma a volte stiamo usando correttamente queste definizioni? A seconda dell'intensità nell'arco di tempo in cui si verifica la pioggia si classifica in: - debole: se in un'ora cadono al massimo 1-2 mm; - moderata: quando nello stesso periodo se ne contano fra 3 e 8; - forte: dai 9mm in un'ora in su; - nubifragio o diluvio: oltre 30 mm in una sola ora; Anche le dimensioni delle gocce hanno la loro importanza, infatti si definisce: - pioviggine: goccioline di diametro fra 0,1 e 0,6mm; - pioggia: fra o,7 e 1,9 mm; - rovescio: 2-3 mm; - nubifragio: 3mm; Quando piove di più, cosa favorisce questo fenomeno? Tutto dipende dal contenuto di vapore della colonna d'aria che sovrasta una regione e da quanto se ne condensa o evapora. Infatti, se prendiamo circa 1 metro cubo di aria satura (ossia che contiene tutto il vapore possibile, umidità relativa 100%) alla temperatura di 20° circa e lo raffreddiamo di 10°, vedremo condensare circa 8g d'acqua; se invece da 10° lo portiamo a 0°, avremo solo 3g di gocce. Più la temperatura dell'aria è alta e più riesce a contenere vapore. Da questo semplice esempio, avrete capito che per avere molta pioggia dovremo essere investiti da masse d'aria umide e calde che siano sottoposte ad un intenso raffreddamento. Quando si verificano queste situazioni? La materia prima la offrono gli intensi venti di Libeccio e Scirocco, che nascono caldi dal deserto africano e quindi si umidificano molto attraversando il Mediterraneo. Quando giungono sulle nostre regioni, basta che contrastino con una discesa d'aria più fredda da nord oppure che siano indotte al sollevamento nell'attraversare l'Appennino o le Prealpi ed ecco che vedremo scendere precipitazioni copiose. Perché il sollevamento forzato facilita le cose? Perché salendo l'aria si raffredda per espansione, data la densità atmosferica minore delle alte quote e la pressione atmosferica più bassa. Manca solo la "ciliegina sulla torta", ossia delle intense correnti ascensionali. Nei casi appena descritti non mancano: l'aria fredda è più pesante di quella calda (perché è più secca, con meno molecole di vapore che sono più leggere degli altri gas che compongono l'atmosfera), dunque tende a scalzarla facendola sollevare. Ecco spiegato ad esempio perché una forte sciroccata favorisca le piogge sul nord-ovest o sul Ponente ligure ed invece il Libeccio porta tanta acqua sulle coste tirreniche.

Autore : Simone Maio

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