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Colpo di coda: freddo alla resa dei conti, tra mercoledì e venerdì al via la prima fase

Sta giungendo a compimento l'ipotesi che da giorni avevamo ventilato riguardo una ipotetica ultima sortita del freddo sull'Italia nella prima decade di marzo. Tra alti e bassi siamo ormai alla resa dei conti.

In primo piano - 2 Marzo 2010, ore 11.15

Mentre stiamo scrivendo grandi manovre si vanno stagliando sul comparto euro-atlantico. La più significativa contempla la vigorosa risalita di un flusso anticiclonico di matrice subtropicale dal vicino Atlantico fin verso le Isole Britanniche. La nuova figura sinottica farà in modo di creare tutto attorno a sè terra bruciata, talchè l'aria fredda che ivi stazionava verrà spostata di forza dalla sua sede e colerà verso l'Europa centrale prima e fin sull'area mediterranea poi. Da qui prenderà forma quel colpo di coda del freddo che, tra alti e bassi, vi avevamo prospettato nei nostri precedenti approfondimenti. Questa sortita dell'inverno, probabilmente l'ultima della serie stagionale, si manifesterà in due fasi: la prima tra mercoledì e venerdì, la seconda tra domenica e lunedì. La prima fase sostanzialmente servirà come battistrada e si servirà di una perturbazione atlantica per recare dapprima un peggioramento piovoso, centrato tra il pomeriggio di mercoledì e la giornata di giovedì, poi per aspirare aria più fredda pescata dall'Europa nord-orientale la quale inizierà a fluire sull'Italia nella giornata di venerdì a rimescolare le carte. Nel corso di questo primo peggioramento saranno in particolare le nostre regioni centro-settentrionali a farne le spese per prime, poi anche il sud peninsulare, ma in modo più frammentato tra giovedì e venerdì. L'inserimento dell'aria fredda, dapprima in quota, porterà come prima conseguenza il calo del limite delle nevicate, dapprima sulle Alpi, poi anche in Appennino. Il focus dei fenomeni vedrà i fiocchi scendere tra il pomeriggio e la sera di mercoledì fin verso i 600-700 metri sulle Alpi e fino a 800-1000 metri sull'Appennino tosco-emiliano. Nel corso della notte su giovedì l'aria fredda e le precipitazioni estenderanno la loro azione sinergica verso il centro, con la quota neve che scenderà fino a 1200-1400 metri, ma localmente anche più in basso sul tratto umbro-marchigiano. Nel corso di giovedì, con la più massiccia e decisa rotazione del vento dai quadranti nord-orientali, le precipitazioni diverranno meno diffuse, ma la quota neve continuerà a scendere fino a raggiungere l'ambito collinare in Emilia Romagna, i 400-500 metri su Umbria e Marche, i 600-800 su Toscana, Abruzzo, Molise e Reatino, in ulteriore calo sulle regioni adriatiche fin verso i 500 metri. Qualche fiocco possibile in serata anche sul Gargano. Venerdì sostenuti venti da nord-est porteranno a compimento al loro opera di raffreddamento cosi che in mattinata sarà possibile assistere a qualche spruzzata di bianco sull'Appennino meridionale intorno a 500-600 metri, fino a 800 in Calabria e intorno a 1000 sui monti sardi e su quelli settentrionali siculi. Nel frattempo l'aria si farà più asciutta a partire dal nord e favorirà i primi rasserenamenti, con miglioramento che procederà nel corso della giornata anche verso il centro fino a raggiungere in serata anche il sud. I termometri però scenderanno di diversi gradi facendo intendere che l'ultima visita del Generale sarà ormai in pieno svolgimento.

Autore : Luca Angelini

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