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Clima: la fusione dei ghiacci polari potrebbe frenare il riscaldamento globale

Una recente ricerca avrebbe studiato l'effetto domino di un clima che si riscalda e i meccanismi che la natura può escogitare per ripristinare l'equilibrio perduto.

In primo piano - 27 Settembre 2012, ore 09.30

 Non tutto il male viene per nuocere si sa. Se prendiamo in prestito il luogo comune secondo il quale un pianeta più caldo è ammalato, questa locuzione calza a pennello. Secondo un recente studio americano condotto dai ricercatori dell'Università dell'Utah e pubblicato sul National Geographic News, in futuro potrebbe essere proprio il riscaldamento del clima a frenare lo scioglimento dei ghiacci polari.

Se il discorso sembra stridere fortemente con la fisica e con la logica, in realtà sarebbe molto più semplice di quanto si creda. Il processo del riscaldamento climatico innescherebbe infatti una serie di conseguenze ad effetto domino che vedrebbero alla fine la natura ripristinare i proprio equilibri. Ovvero i ghiacci escono dalla porta ma potrebbero poi rientrare dalla finestra.

E quale sarebbe il miracolo? Nessun miracolo. Secondo lo studio il riscaldamento del Pianeta immette nel circolo atmosferico maggiori quantitativi di vapore acqueo, il che favorisce precipitazioni più frequenti ed abbondanti. Queste ultime, secondo il noto processo fisico della deposizione umida, offrirebbero un metodo estremamente valido nel dilavare gli inquinanti atmosferici e pulire bene l'aria.

Un'aria più pulita però eviterebbe a sua volta la nuova deposizione sulle superfici innevate e glaciali come quelle dei poli, le più vaste della Terra, del pulviscono atmosferico. I ghiacci diventerebbero così più bianchi e l'effetto albedo maggiormente incisivo. Da qui la frenata dello scioglimento delle calotte polari. 

Certo, il processo sulla carta è senz'altro valido e inconfutabile ma, a nostro parere, da solo non potrebbe non essere sufficiente. Occorrerebbe infatti calcolare quanto potrebbe incidere effettivamente sulle banchise polari ormai intaccate da decenni di deficit, secondo un trend che difficilmente potrà invertirsi in tempi brevi. Con tutta l'aria pulita che (speriamo) un giorno potremo respirare.


Autore : Luca Angelini

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