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Clima, l'ultima assurdità: al via progetto per nascondere nel sottosuolo le emissioni di CO2

Lo stoccaggio della CO2 nel sottosuolo pare l'ultima frontiera studiata per abbattere i quantitativi dispersi in atmosfera. Il problema però è che l'energia che richiede la messas a punto di tale processo produrrebbe più CO2 di quanta se ne possa sottarre

In primo piano - 3 Luglio 2008, ore 11.08

Stoccaggio dell'anidride carbonica nel sottosuolo? E' l'ultima frontiera, e forse anche l'ultima spiaggia, per mettere a tacere le coscienze di chi si ostina a non mollare il petrolio quale unica fonte di energia. Come dire, piuttosto che abbandonare l'oro nero e utilizzare altre fonti rinnovabili di energia, si fa di tutto per nascondere i danni. Sì, proprio come un bambino che rompe un vaso e nasconde i cocci sotto il tappeto. Qui il meccanismo è solo un po' più complicato. Il vaso altro non è che tutto il giacimnto petrolifero del Pianeta e il tappeto appresenta il sottosuolo. Qualcuno ha pensato: perchè non sfruttare il petrolio fino all'ultima goccia anche se ciò significa inquinare e mandare all'aria i piani del clima millenario? Ecco dunque spuntata l'ipotesi dell'interramento dei rifiuti, anzi dell'anidride carbonica, divenuta così cattiva da essere stata assimilata ai velenosi gas di scarico di automobili e industrie. L'accordo per far partire il piano di stoccaccio della CO2 sotto terra è stato siglato in Giappone e le principali aziende nipponiche prevedono di realizzare le centrali funzionanti già nel 2009. In sostanza si tratterebbe di catturare le emissioni di CO2 provenienti dagli impianti industrial e immagazzinarle in un particolare dispositivo che le trasforma in materiale fluido tale da poter essere raccolto nel sottosuolo a oltre 1000 metri di profondità. Piccolo, anzi grande, grandissimo problema: la realizzazione di questo progetto, compreso il mantenimento delle attrezzature e lo sviluppo delle strutture, costerebbe "solo" alcune decine di miliardi di Yen! Inoltre la costruzione degli impianti a scala mondiale potrebbe produrre più CO2 di quanta non se riuscirebbe a smaltire. Insomma il solito specchietto per le allodole. Nel frattempo i Giapponesi proseguono nel loro encomiabile intento affermando di poter tagliare dall'atmosfera circa 100 milioni di tonnellate di anidride carbonica di origine antropica a partire dal 2020. In compenso il tema sarà all'ordine del giorno al prossimo G8 previsto a metà luglio proprio nell'isola di Hokkaido.

Autore : Luca Angelini

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