Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

Clima e oceani: in Italia piove poco? Colpa dell’A.M.O.

Piogge si o piogge no? Con l’approssimarsi dell‘autunno si ripropone il consueto interrogativo. Le ultimissime novità danno in lieve rialzo le quotazioni della pioggia, analizziamo quindi le configurazioni pluviometricamente significative che potremmo trovare in pole position nelle prossime settimane.

In primo piano - 17 Settembre 2007, ore 10.13

Siamo in dirittura di arrivo. La stagione estiva 2007, giunta ormai al capolinea, passa il testimone al collega che lo segue, asservendogli il compito di proseguire l’eterno rituale di avvicendamento che da sempre scandisce i tempi e la storia sul nostro Pianeta. Il menu sciorinato dagli ultimi indici teleconnettivi sfornati, a parziale modifica di alcuni precedenti run stagionali ufficiali, risalta per una sequela di condizioni che, al momento,sembrerebbero far pendere un po’ più l’ago della bilancia verso un autunno italiano in stile maggiormente "old fashion”. In altre parole, tradotto in termini calcistici, potremmo parlare di un tirato 1-1 strappato dalle piogge all’ultimo minuto, vediamo perché. Imbarcandoci subito per la stratosfera equatoriale, ci imbattiamo in un teso letto di correnti che, nel corso dell’estate, hanno iniziato a soffiare dai quadranti orientali, con valori quasi da record (ricordiamo il valore di picco assoluto -27.90 , raggiunto nell’agosto del 1984, e quello raggiunto il mese scorso, secondo in classifica, con -27,41): si tratta della Quasi Biennal Oscillation attualmente in evidente fase negativa. Di concerto con la QBO-,anche un altro importante indice, denominato GLAMM (media globale del momento angolare), indica una fase negativa dei flussi, suggerendoci una predominio globale di venti orientali, a loro volta riscontrabili prevalentemente nelle fasi di Nina (effettivamente in atto), ma andiamo per ordine. La disposizione orientale dei venti induce un attrito torcente sulle correnti a getto in alta troposfera le quali, provenendo da ovest, sono cosi costrette a rallentare arricciandosi e imponendo quindi vigorosi scambi meridiani, identificabili nello schema circolatorio generale dell’atmosfera dall’evidente successione di quattro onde caratteristiche,note come “blocchi” o, tecnicamente, “4 wave patterns”. E le piogge? Per avere indicazioni concrete in termini predittivi, occorre questa volta imbarcarsi per il Brasile, riallacciandosi quindi al discorso della Nina. Alcuni studi recenti hanno riscontrato una presunta correlazione tra il deficit pluvio estivo dei settori nord orientali del paese Carioca, caratteristico dei periodi di Nina, e un abbassamento dei geopotenziali sull’Europa occidentale. La blanda attività convettiva sul Brasile equatoriale,indurrebbe in definitiva ad una sorta di risposta autunnale più orientata ad imporre in sede mediterranea il cosiddetto “Atlantico basso” (perturbazioni che entrano dalla Spagna),un indice NAO debolmente negativo (configurazione della pressione atmosferica sull’Atlantico con depressioni in viaggio alle medie latitudini) e una fascia anticiclonica distesa in area scandinava, tutte situazioni assai propense alle precipitazioni sull’Italia. Il goal infilatoci dall’ipotesi asciutta, giusto per ricordarci che la verità sta sempre nel mezzo, ci verrebbe invece proposto dal legame statistico riscontrato tra l’ultradecennale fluttuazione delle SSTA atlantiche (anomalie termiche delle acque superficiali dell’oceano) comprese tra l’equatore e la Groenlandia, nota come A.M.O (Atlantic Multidecadal Oscillation, frequenza trentennale) e la scarsità di precipitazioni sulle sponde del Mare Nostrum, in particolar modo, sul Bel Paese. In cosa consiste questa correlazione? L’andamento positivo dell’A.M.O.(picco precedente metà degli anni’40, stessi identici effetti del periodo odierno), è attualmente in atto dalla fine degli anni ’80, con picco nel 1998, ora in fase calante, ed è in grado di deviare verso nord il getto in uscita dal continente nord americano, costringendolo a transitare alle latitudini europee più elevate, per poi accompagnarlo nella sua discesa verso sud est in corrispondenza del mar Nero e dei settori orientali del Vecchio Continente, by-passando il Mediterraneo e lasciandolo cosi in balia degli anticicloni subtropicali. In questo semplice dato,senza scomodare effetto serra e catastrofi varie, sarebbe pertanto racchiusa la spiegazione del drastico calo delle precipitazioni che ha afflitto tutto il nostro Paese, segnatamente il Nord Ovest e l’alto versante adriatico, nell’ultimo ventennio. Sull’onda di tale riscontro, risulterebbe di conseguenza opportunamente convalidata l’ipotesi di un autunno Mediterraneo che,anche quest’anno, si potrebbe trovare sovente a fare i conti con il fuoco incrociato dei ciclopi subtropicali, eventualità che al momento pare perdere qualche punto, ma che di fatto rimane sempre sostanzialmente in linea con alcuni modelli americani ed europei di previsione stagionale.

Autore : Luca Angelini

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità
Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum