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CLIMA e OCEANI: cosa bolle in pentola…..

Il costante sforzo dell’Uomo teso a produrre una previsione meteorologica a gittata sempre maggiore, corre di pari passo con le crescenti esigenze imposte dai ritmi di vita attuali. Lo studio delle “teleconnessioni”, vanto della moderna meteorologia probabilistica stagionale, nasce dal felice connubio tra la geniale intuizione umana e uno sviluppo tecnologico gagliardo e apparentemente inarrestabile.

In primo piano - 10 Settembre 2007, ore 10.27

In questa sede analizzeremo,la probabile evoluzione meteorologica del mese in corso, introducendo gli indici meteo climatici più gettonati e predisponendo le basi per un successivo studio più approfondito. Mentre l’estate 2007 sta preparando i bagagli per il suo imminente viaggio senza ritorno, si accendono i riflettori sulla prossima stagione e l’embrione autunnale inizia già a scalciare dentro la sua placenta atmosferica, impaziente di stupire quanto prima i suoi ammiratori già al primo vagito. Dopo i prolungati periodi caldi e siccitosi che hanno afflitto per mesi la nostra Penisola,soprattutto le nostre regioni centro meridionali, sarebbe ovvio aspettarsi dal nascituro il prezioso carico di piogge che normalmente lo contraddistingue, ma che purtroppo negli ultimi anni ha latitato mettendo in crisi pesantemente le nostre falde. Le peculiarità della stagione che ci attende, ormai alle porte anche astronomicamente ma le cui sorti sono ancora alquanto oscure, potrebbero essere sviscerate analizzando accuratamente tutte le sue impronte digitali, estrapolate sbirciando nel pentolone degli indici climatici. A questo punto però la nostra recensione si ritrova improvvisamente ribaltata in un vero e proprio campo minato: quello delle previsioni stagionali: da qualcuno considerate frutto di stregoneria, da altri alla stregua del più stravagante degli oroscopi, in realtà questa scienza nasce e si sviluppa da una complessa serie di studi, la maggior parte dei quali ancora in corso, facenti capo ad oscillazioni periodiche osservate nell’ambito di alcuni ben definiti settori climatici del nostro Pianeta. Talune oscillazioni sono capaci di lavorare e plasmare l’intera impostazione della circolazione generale atmosferica, alternando periodicamente opposte fasi, le quali vanno poi ad interagire tra loro incidendo in maniera determinante sia a grande scala, sia su settori geografici limitati e lontanissimi tra loro:stiamo parlando delle teleconnessioni. Senza entrare nel merito di un discorso vasto e complesso che porterebbe alla deriva la nostra analisi, individuiamo insieme alcuni di questi indici, suddividendoli a seconda della loro origine (oceanica,troposferica,stratosferica) e della loro influenza sul clima europeo,cercando di comprendere le attuali dislocazioni in prospettiva di stilare una proiezione ad ampia gittata. Un’opportuna premessa fa partire la nostra disamina da lontano: il Sole,forza motrice di tutti i fenomeni atmosferici, sta giungendo al suo minimo undecennale di macchie, il che significa un’attività complessiva leggermente ridotta, la più bassa del decennio. Detto questo, entriamo nello scudo atmosferico che ci protegge fermandoci ad analizzare i flussi che ci sorvolano a livello della stratosfera tra i 12 e i 50 km di altezza: notiamo subito una scia di venti a latitudini equatoriali che scorrono alternativamente da est o da ovest, invertendo la loro direzione di flusso a fasi regolari della durata di 27 – 29 mesi, quindi ogni due anni circa. Si tratta della “Quasi Biennal Oscillation”, Q.B.O per gli addetti ai lavori, attualmente in fase negativa con le correnti disposte dai quadranti orientali. Immediatamente al di sotto della stratosfera,in prossimità della tropopausa, scorrono come fiumi in piena venti impetuosi denominati “correnti a getto”, che raggiungono la loro massima velocità all’interno del proprio tubolare asse mediano (core del getto), descrivendo una traiettoria occidentale più o meno ondulata e collocata lungo i paralleli con un massimo intorno ai 30° (getto subtropicale) e l’altro intorno ai 60° (getto polare) in entrambi gli emisferi. Orbene, studi documentati hanno dimostrato che una QBO negativa,unitamente a un minimo di attività solare, rappresenta una sorta di spinta contro corrente capace di imprimere al core del getto tortuose involuzioni, esasperando l’ondulazione, bloccando le correnti occidentali e disponendo pertanto i flussi lungo i meridiani, manovra che agevolerebbe incursioni di aria fredda polare verso le nostre latitudini alternandole ad imponenti risalite calde; esempio lampante la goccia fredda che la scorsa settimana ha impegnato a sorpresa tutta la nostra Penisola e il blocco anticiclonico euro atlantico che ne è seguito. Un’occhiata alle anomalie termiche delle acque superficiali oceaniche,le cosiddette SSTA (sea surface temperatur anomaly), ci permette inoltre di notare due principali centri d’azione contrapposti: un’evidente piscina calda anomala collocata nell’oceano Artico canadese,incognita climatica numero uno della stagione che verrà, e un rigurgito oceanico freddo al largo del Pacifico peruviano ben conosciuto invece come “La Nina” attualmente in versione “light”. Le scorribande della discola sorella minore del più blasonato fenomeno opposto, conosciuto come “El Nino” ,riecheggiano solitamente dopo circa 3 – 4 mesi fino alle porte di casa nostra e,interagendo sinergicamente con gli indici appena descritti, potrebbero dare un’ulteriore spinta alla meridianizzazione del getto durante la prossima stagione invernale. In conclusione, cosa ci possiamo attendere da questo mese di settembre? Indubbiamente, alla luce delle considerazioni fatte, la sfuriata della scorsa settimana potrebbe riproporsi in vista dell’ultima decade di settembre, con un ricambio d’aria condotto a successivi colpi di acceleratore (avremo modo di riparlarne),frattanto l’incanutita estate 2007 proseguirà non senza difficoltà il suo cammino lungo il viale del tramonto, pompata ormai solo dalle classiche migliorie che precedono l’ultimo respiro. Una saccatura di origine scandinava infatti, invierà nelle giornate centrali della settimana in corso una goccia fredda la quale, destinata ai Balcani,scivolerà verso sud graffiando il Nord Est e tutto il versante Adriatico con un flusso di fresche correnti settentrionali moderatamente instabili. L’anticiclone delle Azzorre, sbilanciato verso le isole Britanniche, si troverà cosi la strada sbarrata verso est e sarà costretto ancora una volta a chiedere man forte al collega nord africano; Il patto tra i due ciclopi dell’aria avverrà in prossimità del fine settimana,dopodichè tutta la struttura calda potrà iniziare a traslare verso levante, permettendo un successivo allungo perturbato di origine islandese sull’Europa centro occidentale che ci condurrà direttamente all’ultima decade di settembre e alla fine definitiva dell’estate.

Autore : Luca Angelini

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