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Clima e macchie solari: quello che molti non dicono

Quanto influiscono i cicli dell'attività solare sul nostro clima? Aggiorniamo gli ultimissimi dati pervenuti dalla nostra stella e traiamo alcune importanti considerazioni.

In primo piano - 5 Luglio 2013, ore 09.02

Il nostro Pianeta parla, per chi lo sa ascoltare. La nostra Terra è una miniera di informazioni per chi ha la volontà di decifrarle. Il nostro Mondo sa svelare le sue verità, per chi ha il desiderio di conoscerle. Ebbene il Sole, fonte primaria di energia e di vita per il nostro globo non può essere estraneo ai mutamenti che periodicamente si verificano nella nostra atmosfera.

Il filo che lega l'attività fluttuante della nostra stella ai mutamenti climatici è molto sottile e sovente si rischia di non vederlo finendo per inciamparci sopra. Il ciclo più evidente dell'attività solare è da ricondursi alle celebri macchie: più macchie indicano attività solare e geomagnetica più significativa, meno macchie un Sole meno performante. Questi minimi e massimi si alternano ogni undici anni all'interno di una attività ciclica complessiva più importante, anch'essa fluttuante ma nei secoli.

Intendiamoci la differenza tra minimo e massimo undecennale non supera il 2% della radiazione emessa, tuttavia molti scienziati ritengono che sia sufficiente ad influenzare concretamente il clima del nostro Pianeta ma non solo. Studi recenti hanno appurato che i capricci del Sole si ripercuotono in parallelo anche sugli altri pianeti del Sistema Solare. Esempio lampante quello di Marte dove le nostre sonde hanno monitorato senza ombra di dubbio un trend climatico che attualmente segue pari pari quello terrestre, proiettato quindi verso un generale riscaldamento.

Curiosamente infatti 4 dei 5 cicli solari più potenti registrati dai tempi di Galileo si sono avuti negli ultimi 50 anni. Tornando alla nostra azzurra atmosfera altri riscontri scientifici portano a pensare che il Sole abbia avuto da sempre un ruolo di primaria importanza nei cambiamenti climatici avvenuti in passato. Fasi di minimo solare maggiormente accentuati portarono a periodi particolarmente rigidi, come accadde nel '400 e nel '600 quando si verificarono periodi con assenza di macchie anche prolungati per un ottantennio.

Analoghi riscontri provenienti dall'analisi del numero medio annuo di macchie solari si ricollegano anche al raffreddamento dell'800 e al successivo riscaldamento attuale, periodo in cui, soprattutto fino agli inizi degli anni 2000, l'attività solare è stata particolarmente incisiva, salvo poi decadere vistosamente proprio in questi ultimi anni meteolive.leonardo.it/news/Sotto-la-lente/9/Sole-quelli-che-ci-vedono-un-altro-Minimo-di-Maunder/41921/.

Sicuramente la macchina clima è un meccanismo molto, troppo complesso affichè l'Uomo possa dare soluzioni perentorie e definitive. Il punto è che nessuno può imporsi quale depositario della verità assoluta. La posizione assunta attualmente dai climatologi più consapevoli, equilibrati e onesti è quella che contempla una serie di concause naturali le quali, lavorando o meno in sinergia, amplificano o smorzano l'andamento del nostro clima verso determinate direzioni.

E naturalmente dobbiamo fare umilmente nostra la consapevolezza di ignorare ancora l'esistenza di ulteriori meccanismi, magari proprio quelli che possono trasformare una piccola fluttuazione solare in un grande cambiamento climatico.


Autore : Luca Angelini

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