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Clamoroso: superata la velocità della luce, cadono i capisaldi della Fisica

L'esperimento è stato condotto lanciando un fascio di neutrini dal CERN di Ginevra al laboratorio di Fisica Nucleare del Gran Sasso.

In primo piano - 26 Settembre 2011, ore 11.46

 I ricercatori erano stati a loro volta fortemente scossi dai risultati di questo esperimento: Dopo quel giorno sono seguiti ben sei mesi di prove e controprove, sono stai rifatti i calcoli, si è accertato che il terremoto de L'Aquila non abbia influito e addirittura è stata rifatta la simulazione della Deriva dei Continenti per mettere tutto al proprio posto ma i risultati sono stati gli stessi.

I neutrini, particelle elementari fino a 1 milione di volte più piccole di un elettrone, sono più veloci della luce di 60 nanosecondi. Una nullità per l'occhio umano, una infinità per la scienza, tanto da costringere il mondo scientifico a rivedere i principi cardine della Fisica e le leggi di Einstein. Secondo il Centre National de la Recherche Scientifique francese, se fosse ulteriormente confermata, la scoperta sarebbe clamorosa, oltre che totalmente inattesa e aprirebbe prospettive teoriche completamente nuove. I principi andrebbero addirittura contro la teoria della Relatività di Einstein.

Secondo la teoria della Relatività ristretta, elaborata da Einstein nel 1905, la velocità della luce è una costante, tanto da essere parte della nota equazione E=mc², dove E è l'energia, m la massa e c la velocità della luce. La velocità della luce è stata finora considerata un punto di riferimento insuperabile, dato che un corpo, per poterla superare, dovrebbe avere una massa grande all'infinito, cosa naturalmente impossibile.

La velocità delle particelle è stata misurata dal rivelatore Opera, dell'esperimento Cngs (Cern NeutrinoS to Gran Sasso), nel quale un fascio di neutrini viene lanciato dal Cern di Ginevra e raggiunge i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, dell'Istituto nazionale di Fisica Nucleare.

‘’Abbiamo sincronizzato la misura dei tempi tra il Cern e il Gran Sasso con un'accuratezza al nanosecondo e abbiamo misurato la distanza tra i due siti con una precisione di 20 centimetri’’, ha detto Dario Autiero il ricercatore che ha presentato ufficialmente i dati. E i dati sono questi: i neutrini hanno impiegato 2,4 millisecondi per coprire la distanza tra Ginevra e il Gran Sasso, 730 chilometri, con un anticipo di 60 miliardesimi di secondo rispetto alla velocita’ attesa. L’analisi dei dati, raccolti negli ultimi tre anni, dimostra che i neutrini battono di circa 20 parti per milione i 300.000 chilometri al secondo ai quali viaggia la luce. Ricordiamo che i flussi passano attraverso la materia e non hanno necessità di tracciati per percorrere tali distanze.

L'esperimento è stato così sorprendente che a breve anche gli scienziati americani e giapponesi lo riproporranno e, se i risultati saranno riconfermati, dovremo rimettere mano alla Fisica per riformulare nuovi capisaldi, e prendere atto che anche la Relatività  si è rivelata relativa.

 


Autore : Luca Angelini

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