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Cicloni tropicali ed extratropicali, quali sono le differenze?

La parola "ciclone" viene utilizzata per descrivere le strutture vorticose che nel nostro emisfero ruotano in senso antioraio generando flussi ascendenti foriere di maltempo. A seconda delle via attraverso le quali si originano e della collocazione nello spazio si suddividono in due gruppi principali: cicloni tropicali ed extratropicali. esaminiamone le caratteristiche fondamentali.

In primo piano - 14 Luglio 2010, ore 10.11

Uragani, tifoni, cicloni e via dicendo; il nome cambia a seconda dell'angolo del globo nella quale si scatenano, ma si tratta delle medesime struturre, classificate come "cicloni di tipo tropicale".

Questi vortici prendono corpo all'altezza della linea di convergenza intertropicale, quando la stessa onduli a debita distanza dall'equatore. La forza rotazionale che li origina infatti è quella di Coriolis, la quale è nulla lungo l'equatore. Possono strutturarsi anche in seno alla circolazione tropicale, laddove vengano a trovarsi ondulazioni atmosferiche particolari note come "easterly waves". In un caso o nell'altro, fattore essenziale e indispensabile è che il tutto si ponga in essere su superfici oeaniche con adeguata temperatura superficiale, normalmente superiore ai 28 gradi.

Solitamente si tratta di vortici a mesoscala o a scala subsinottica (sono relativamente piccoli) che una volta innescati per mezzo del meccanismo noto come "instabilità barotropica", crescono in potenza prelevando l'energia cinetica dal calore del mare. Per questo motivo vengono detti cicloni a cuore caldo. La convezione esplosiva che si crea in questo tipo di situazioni sprigiona ulteriore calore, il calore latente di condensazione, che alimenta ulterioremente la struttura incattivendola talvolta fino alla forza di uragano.

La cintura di temporali maggiormente attiva si trova subito attorno al centro del sistema, mentre proprio nel centro è tipica la classica struttura ad occhio, dove i venti sono deboli e il cielo poco nuvoloso o addirittura a volte anche sgombro da nubi.

Da notare che cicloni di tipo tropicale si possono sviluppare anche sul Mediterraneo e vengono classificati come "tropical like ciclone" o "medicanes", ossia "mediterranean hurricanes", qualora raggiungano la potenza di uragano. Si tratta comunque di strutture ancor più piccole, ma che possono risultare ugualmente pericolose laddove incontrino terre emerse. Anche l'Italia ne può venire interessata.

I "cicloni di tipo extratropicale" sono vortici a scala sinottica (sono molto estesi) che si sviluppano alle medio-alte latitudini in seno alle correnti occidentali e alle relative ondulazioni atmosferiche. L'energia che innesca la ciclogenesi è in questo caso l'instabilità baroclina, concetto che si riferisce alla destabilizzazzione delle onde atmosferiche ad opera di masse d'aria dalle caratteristiche differenti. La conseguenza di questo concetto vede il nucleo ciclonico colmo di aria fredda, essendosi generato in seno al vortice polare.

La cintura di temporali eventualmente associata si trova lontano dal centro e preferibilmente nel settore dell'aria calda, oppure lungo le linee frontali, dove si fronteggiano le diverse masse d'aria e dove avvenono pertanto le precipitazioni più rilevanti e i venti più intensi.

Da notare infine che entrambe le strutture sono mezzi che l'atmosfera utilizza per dissipare l'eccesso di calore solare e per promuovere le precipitazioni necessarie in ogni fascia climatica del globo.


Autore : Luca Angelini

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