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Ci attende un lunedì pomeriggio a suon di temporali al nord

La convergenza di più fattori fanno pensare ad una fervente attività temporalesca sulle regioni settentrionali, in particolare sulle zone alpine, prealpine, settori padani posti a nord del Po e sul Triveneto

In primo piano - 7 Luglio 2008, ore 12.30

Dopo la sfuriata di domenica ancora rischio di temporali in vista per le nostre regioni settentrionali. Escluse le coste liguri e quelle romagnole, le rimanenti zone potranno avere ancora a che fare con fenomeni localmente di una certa intensità. Tutta la situazione fa capo ad una vasta circolazione depressionaria centrata sulle isole Britanniche. Sulla parte anteriore di questa trottola vorticosa risalgono vari impulsi di aria calda e umida di origine mediterranea che transitano attraverso la nostra Penisola con direzione mediamente sud-occidentale. Sulla parte posteriore della medesima depressione avanza intanto aria più fresca di origine atlantica. La linea di separazione tra le due masse d'aria è rappresentata da una perturbazione del tipo fronte freddo distesa dalla zona pirenaica attraverso Francia, Svizzera e Alpi Occidentali. Al momento la massa nuvolosa non appare molto evidente dalle immagini satellitari ma ben presente nelle carte come ci suggerisce il parametro termico frontale che mostra valori piuttosto elevati. In media troposfera le correnti a rotazione ciclonica apportano alcuni piccoli nuclei di vorticità positiva (ciclonica appunto) crescenti con la quota verso le nostre regioni settentrionali, in particolare sui settori centrali e orientali. Ancora più su notiamo il ramo ascendente della corrente a getto con valori prossimi ai 30-35 nodi che forniscono una forzante dinamica che già di per sè dovrebbe gettare le basi per una fervente attività convettiva. Durante il pomeriggio si aggiungerà anche il riscaldamento solare che eleverà ulteriormente il CAPE (energia disponibile alla convezione), specialmente sulla pianura Padana. Altri indici temporaleschi ci suggeriscono ulteriori particolari riguardo a questa situazione potenzialmente delicata. Un discreto wind shear positivo (vento che cambia direzione e velocità salendo di quota) e la conseguente propensione dell'aria ad avvitarsi durante l'ascesa depongono per il probabile sviluppo di sistemi temporaleschi a vasta scala (noti tecnicamente come MCS). Unico dilemma al momento risulta l'istante esatto dello strappo iniziale che segnerà lo scoccare dei sistemi convettivi. Anche se, come abbiamo visto, le caratteristiche sinottiche sono potenzialmente molto favorevoli allo sviluppo di temporali, potrebbero non essere sufficienti all'avvio dell'attività temporalesca qualora non si verifichi l'innesco. Quest'ultimo potrebbe essere costituito dall'ingresso della perturbazione anzidetta ma soprattutto dallo sfondamento dal basso di uno strato stabile intermedio (evidenziato dal valore noto come CIN, ossia energia che si oppone alla convezione) che al momento fa da tappo allo sviluppo verticale delle nubi, imprigionando la convezione nei bassi strati. Per questo motivo dobbiamo attenderci nel pomeriggio-sera un improvviso sfondamento di questo strato stabile anche grazie al riscaldamento solare. Quello sarà il momento nel quale partirà l'attività temporalesca la quale potrebbe coinvolgere in modo particolare Piemonte, Lombardia e Triveneto.

Autore : Luca Angelini

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