Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

Chi è il grande REGISTA del tempo? Origine polare della circolazione e processi soprattutto DINAMICI

Chi è il regista e come funziona la macchina del tempo?

In primo piano - 15 Gennaio 2008, ore 11.23

Come molti di voi sapranno durante l'inverno regna sull'Oceano Atlantico orientale una cellula anticiclonica stabile e a carattere dinamico: è l'anticiclone delle Azzorre. Nello stesso tempo più ad ovest si presenta un nucleo di alte pressioni centrate sulle Bermude. Quest'ultimo indica, spesso, la fase ultima di uno scorrimento anticiclonico polare d'origine continentale. La bipartizione anticiclonica da stagione fredda sul nord Atlantico subtropicale risulta dunque dalla coesistenza di una entità isobarica d'origine dinamica (A CUORE CALDO) e di un'altra di origine termica (o PELLICOLARE). Nel corso del suo progressivo insediamento sull'Atlantico occidentale, il nucleo anticiclonico delle Bermude, separato da quello delle Azzorre sia da un fronte freddo sia da una depressione meridiana, emette in direzione delle Antille del nord, quello che si deve considerare come un aliseo fresco. L'aria contenuta nella cellula delle Bermude tende ad evolversi verso la tropicalizzazione dal momento in cui essa si stabilisce alle basse latitudini. Il destino di tale anticiclone che ha proseguito la sua marcia verso est è perciò quello di integrarsi con l'alta azzorriana. Questa trae profitto da un rinforzo che le proviene anche da est e subisce un'evidente rigenerazione. L'anticlone delle Azzorre usufruisce analogamente di un rinforzo da nord. Una perturbazione di fronte polare che si evolve sul fronte settentrionale di questo sistema può provocare un parziale disgregamento della figura barica altopressoria o un suo spostamento verso sud, ma ( e qui viene il bello) il nucleo altopressorio freddo che occupa la parte posteriore della depressione ne prende il posto. Esso gradualmente si evolverà verso la tropicalizzazione appena cesserà il contributo freddo, ridando forza alla matrice subtropicale dell'azzorriano e fondendosi con esso. Alla radice di tutti questi processi e aldilà degli scambi termici meridiani, la CORRENTE A GETTO appare come la maggiore espressione dinamica della circolazione planetaria e come il riflesso di un potente intervento POLARE. Si sa infatti che il principio di conservazione del vortice assoluto ha valore generale nella giustificazione della CORRENTE A GETTO e che l'impulso vorticoso è proprio massimo al polo. La concatenazione dinamica prosegue con le modalità d'intervento del flusso zonale sulla costruzione delle alte pressioni subtropicali; queste alte pressioni come sapete danno origine agli ALISEI, i quali affrontandosi o incontrandosi con le cellule di doldrums impongono un'ascendenza forzata C.I.T, anche se per il calore e l'umidità e dunque per l'instabilità le masse d'aria equatoriali favoriscono questo processo. Ne risulta un ECCESSO di aria ad ALTA QUOTA. Ripreso nelle alte pressioni porta al rafforzamento della corrente a getto. Anche alle MEDIE latitudini si ritrovano correlazioni di carattere dinamico. La corrente a getto partecipa sulla sinistra all'edificazione della depressione polare. Gli anticicloni che essa costruisce emettono a loro volta, venti da ovest nei bassi strati che si affrontano con le avvezioni fredde, da cui il FRONTE POLARE e le condizioni del tempo delle latitudini temperate. Si sa che le perturbazioni nate e mantenute su questo fronte intervengono a loro volta sulla corrente a getto. Ciò significa che le correnti polari, a causa della potenza che trasmettono ai contrasti termici delle masse d'aria, si impongono infine alla subsidenza subtropicale stessa, tramite l'intervento del flusso che accelerano. Parallelamente però a questa concatenazione che passa attraverso l'altitudine, le scariche fredde intervengono direttamente nei rinforzi anticiclonici subtropicali, come già evidenziato sopra. Gli anticicloni mobili pellicolari infatti rigenerano questi organismi dinamici, i quali, a loro volta, danno un nuovo impulso agli alisei. Così, malgrado i contrasti termici terra-mare postulati dalla potenza delle depressioni di fronte polare e dall'intervento di avvezioni fredde, abbiamo a che fare con una organizzazione primariamente e principalmente DINAMICA. Su questo punto però, è bene sottolinearlo, non esiste ancora nella disciplina una identità di vedute; soprattutto siamo ancora lontani dal comprendere pienamente, nonostante la crescita di considerazione e lo studio approfondito degli indici teleconnettivi (non ultimo il MJO), cosa vi sia all'origine esatta dell'iperattività degli anticicloni subtropicali in sede europea, che tanto incidono sul clima italiano e mediterraneo.

Autore : Alessio Grosso

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità

h 13.17: A30 Caserta-Salerno

coda

Code per 3 km causa traffico congestionato nel tratto compreso tra Nola (Km. 18,9) e Allacciamento..…

h 13.15: A23 Palmanova-Tarvisio

coda rallentamento

Code causa traffico intenso a Barriera Di Ugovizza-Tarvisio (Km. 105,2) in direzione Tarvisio da..…

Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum