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Che si dice in redazione? Ecco le notizie salienti della giornata

Analisi del peggioramento in arrivo e tante altre notizie.

In primo piano - 6 Settembre 2013, ore 15.00

Ore 11.09 stiamo analizzando lam e contro lam rispetto al peggioramento in arrivo tra domenica 8 e martedì 10 sull'Italia. Si comincia con il cercare di comprendere se potranno verificarsi fenomeni pre-frontali. La risposta è affermativa. Il richiamo di aria umida dai quadranti meridionali potrebbe già determinare la formazione di nuclei temporaleschi tra la notte e l'alba di sabato 7 su Varesotto, Comasco, Canton Ticino, Ossola, Verbano, con fenomeni esaltati dall'effetto stau.

Ore 11.13 nel pomeriggio di sabato l'attenzione si sposta in generale su tutti i rilievi del nord, mentre nella notte su domenica e domenica mattina nuovamente potrebbe attivarsi un'altra cella temporalesca sull'Ossola, figlia sempre del medesimo richiamo umido prefrontale con aria più fresca a quell'ora in quota. Domenica pomeriggio però l'instabilità risulterà più marcata un po' su tutto il Piemonte, la Valle d'Aosta e la Lombardia settentrionale sino al confine con il Milanese, qui potrebbero svilupparsi nuclei temporaleschi a carattere sparso.

Ore 11.16: la mancanza di una curvatura ciclonica più marcata delle correnti e la scarsa collaborazione tra suolo e quota suggerisce un passaggio abbastanza irregolare e rapido del fronte, che potrebbe addirittura spezzarsi all'altezza delle Alpi occidentali per poi ricompattarsi tra le centrali tirreniche ed il nord-est. Il tutto avverrebbe nella notte tra domenica e lunedì.

Ore 11.17: notiamo che il Piemonte rimarrebbe in ombra pluviometrica rispetto al passaggio frontale vero e proprio; classica invece la formazione di grossi temporali marittimi lungo le coste di Toscana e Lazio, poi forse anche della Campania. Intanto i rovesci più intensi al nord tenderanno a localizzarsi sul nord-est, ad ovest interverranno franche schiarite.

Ore 11.18: il contatto tra l'aria fresca in discesa dalla valle del Rodano e quella più calda in risalita dal nord Africa originerà probabilmente un nuovo corpo nuvoloso inserito in una corrente portante da WSW in quota che martedì potrebbe colpire gran parte del sud e forse ancora il sud della Sardegna.

Ore 11.20: intanto si sta vivendo un'altra giornata estiva su gran parte d'Italia e si discute in redazione su quale regione potrà raggiungere i valori pomeridiani più elevati. Si propende per la Toscana.

Ore 12.00: il briefing di metà giornata ci porta ad analizzare la nuova corsa del modello americano, che conferma più o meno quanto è stato esposto qui sopra, anche se è possibile che i fenomeni possano venire leggermente anticipati o posticipati. Il tutto rientra insomma nella normale oscillazione tra una corsa e l'altra...

Ore 12.26 è arrivata sul tavolo della redazione una notizia di notevole valore scientifico:
"sarebbe stato l'impatto sulla Terra di un asteroide o di una cometa, forse frantumata in più parti, a determinare il breve ma drammatico cambiamento climatico che caratterizzò il Dryas recente, fra 12.800 e 11.500 anni fa: un periodo di improvviso, rapido raffreddamento che portò all'estinzione di molti grandi mammiferi, come i mastodonti, i cammelli, i bradipi giganti e le tigri dai denti a sciabola.
A stabilirlo è stato uno studio di ricercatori del Dartmouth College a Hanover, negli Stati Uniti che segna così un punto a favore della dibattuta teoria che attribuisce a un evento extraterrestre l'origine di quel raffreddamento climatico, che altri imputano invece a un'alterazione delle correnti marine del Nord Atlantico", così come del resto avevamo scritto anche su MeteoLive in diverse occasioni: http://meteolive.leonardo.it/news/Editoriali/8/Il-Sahara-e-diventato-verde-in-un-mondo-piu-caldo-non-in-uno-piu-freddo/38673/

Ore 14.10: potrebbe mettere radici l'instabilità sul nostro Paese nel corso della seconda decade del mese. Al momento infatti diminuiscono le probabilità che l'alta pressione possa tornare a spingersi verso il bacino centrale del Mediterraneo ed anzi il modello americano ipotizza la formazione di un anticiclone sulla Scandinavia; quest'ultimo scenario andrà comunque monitorato, giacchè al momento frutto di una singola emissione e come tale poco attendibile per trovare spazio in una previsione ufficiale.

Ore 14.57: ben si nota dall'immagine satellitare posta a lato come l'alta pressione tenda lentamente a perdere forza. Oltre ai temporali sulle Isole, rispetto ai giorni scorsi sono comparse nubi anche lungo la dorsale dell'Appennino e sulle Alpi. Su alcuni settori interni è in atto anche qualche fenomeno.


Autore : Alessio Grosso

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