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Che novembre sarà? Viaggio tra le "fredde" risposte dei modelli stagionali

Sarò un inverno da record? Forse si, forse no. Intanto novembre sembra voler introdurre i primi attacchi di un Generale in gran rispolvero.

In primo piano - 15 Ottobre 2010, ore 10.40

Ricordate il caldo rovente dell'estate 2010 in Russia. Ebbene, è stato da più parti collegato in modo molto superficiale alla più classica, scontata e sbrigativa delle motivazioni: il global warming. Ora che la bilancia dell'inverno sembra dover pendere verso un anticiclone russo-siberiano in gran rispolvero, con tutti i suoi connotati di gelo proprio sulle medesime zone, siamo certi che la causa additata sarà sempre la stessa.

Ci tocca dunque superare la filtra coltre nebulosa di una climatologia ridotta ad un semplice cruciverba per comprendere quello che in modo sempre più pressante e reale ci mostrano le proiezioni probabilistiche a tiratura stagionale. Parlavamo di gran gelo in Russia. Orbene, è quanto ci viene profilato per il prossimo mese di novembre da quasi l'unanimità delle mappe.

Nina alle stelle, Sole alle stalle, venti stratosferici disposti in modo particolare? La manovra sembrerebbe, almeno nel suo svolgimento iniziale, decisamente più semplice. Una cronica complessiva debolezza del vortice polare, tenderà a inviare sul comparto russo, fin dalla metà di ottobre, diversi lobi depressionari, colmi di aria molto fredda che porteranno in loco le prime consistenti nevicate.

Con l'incalzare di novembre, le masse d'aria pilotate dal vortice polare verso la Russia tenderanno a formare uno spessore verticale considerevole. Qui entreranno in gioco le successive manovre bariche, le quali sembrano orientate nel corso della prima decade di novembre ad una parziale demolizione del campo depressionario sulla Siberia, in favore di una risalita anticiclonica di tipo dinamico.

L'aria molto fredda cui accennavamo poc'anzi però seguiterà a interessare gli strati medio-bassi della troposfera. Il peso elevato di un tale blocco freddo, unitamente ad un buon innevamento continentale, sembra infatti votato a originare quello che in gergo tecnico e nota come "termicizzazzione" dell'alta pressione. In altre parole l'aria fredda e pesante tende a generare nei bassi strati moti discendenti tesi a strutturare un anticiclone termico. L'anticiclone siberiano.

Ecco rimpinguato il serbatoio del freddo europeo. Resta solo da capire dove verrà veicolato questo primo respiro dell'inverno 2010. Secondo le nostre mappe probabilistiche stagionali, pare che tutto sarà determinato dalla presenza di una anomalia negativa dei geopotenziali a livello della medio-bassa troposfera che abbraccerà Russia, Balcani e settori centro-orientali dell'Europa. I comparti citati se la vedranno pertanto con un novembre da brivido.

E l'Italia? Si troverà lungo lo steccato che dividerà queste colate fredde dal respiro più mite dell'alta pressione atlantica. In altre parole finiremo sotto prevalenti situazioni votate a correnti settentrionali, inserite in un contesto spesso ciclonico. Da qui l'alta probabilità di un novembre più freddo della norma, con un massimo di 1-3 gradi di scarto. Le ondulazioni dei flussi potranno però di quando in quando spezzare l'egemonia delle correnti settentrionali, introducendo fasi con flussi sud-occidentali votate ad apportare periodi maggiormente piovosi.

Piovosità dunque complessivamente nella norma sull'Italia, sia al nord e sulle regioni tirreniche per via dell'ultimo dettaglio descritto, sia al sud e lungo le regioni adriatiche per via dei flussi settentrionali. Naturalmente il connubio freddo + piovosità ci riserverà senz'altro le prime nevicate significative in montagna, non solo sulle Alpi, ma anche lungo al dorsale appenninica e fino a quote non certo stellari. Non c'è dubbo, potrebbe davvero essere un novembre coi... fiocchi.


Autore : Luca Angelini

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