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Che maltempo! Ecco l'evoluzione della depressione che colpirà l'Italia

Una pesante e prolungata fase di maltempo interesserà la nostra Penisola almeno fino al weekend. Vediamo quali saranno gli elementi che ci porteranno dal sole degli ultimi giorni all'inverno più cupo.

In primo piano - 9 Dicembre 2008, ore 09.59

Se non avessimo a disposizione i nostri insostituibili modelli fisico-matematici, nessuno di noi avrebbe mai pensato che al sole di questi utlimi due giorni si sostituirà velocemente una nuova pesante ondata di maltempo. La scienza però in questi ultimi anni ha fatto passi da gigante e ora i nostri calocolatori riescono a prevedere anche quello che a occhio nudo sarebbe sembrato impossibile. La manovra che si compirà sui cieli europei sarà tanto imponente quanto rapida e decisa. Un nucleo di aria fredda contenuta entro le spire depressionarie di un ramo del vortice polare sfuggito al controllo della grande giostra artica, sta prendendo le mosse dal mar di Norvegia, dove ha indugiato pigro per tutta la parentesi festiva appena conclusasi. La spinta inerziale di questa nuova calata dell'inverno verrà ancora una volta dalle bizzarrìe dell'anticiclone delle Azzorre. Quest'ultimo, avendo fallito l'attacco all'Europa, penserà bene di estendersi verso le latitudini settentrionali atlantiche fino a raggiungere l'Islanda. Sarà uno spunto temporaneo ma rapido e concreto. Le leggi fisiche ci indicano a questo punto che una forza uguale contraria spingerà il nucleo freddo presente sul mar di Norvegia lungo un canale depressionario che disegnerà una traiettoria parabolica conducendolo su Danimarca, Paesi Bassi, Francia e infine Mediterraneo occidentale. Qui la massa fredda confluirà con una più mite di origine iberico-mediterranea. Le due forze si sommeranno e tutto il sistema verrà attirato verso levante insediandosi nella giornata di mercoledì tra la Sardegna e il Tirreno. Da questa posizione strategica la depressione potrà aprire il suo ventaglio nuvoloso sull'intera Penisola, con precipitazioni piuttosto diffuse, nevose al settentrione inizialmente anche a quote molto basse se non in pianura al nord-ovest. La confluenza con il blocco perturbato mediterraneo però risucchierà tesi venti di Scirocco che porteranno ad un generale rialzo delle temperature e delle quote neve. Poi non è finita; altra complicazione in vista giovedì, allorquando sui nostri cieli subentrerà il ramo ascendente della corrente a getto che innescherà violenti contrasti termodinamici tali da comportare lo sviluppo di forti temporali sui settori jonici, dalla Sicilia al golfo di Taranto. La situazione andrà attentamente monitorata, anche perchè fino al termine della settimana non sono previsti cambiamenti di sorta con tutto il sistema perturbato che indugerà sul nostro Paese costantemente alimentato e quindi con fenomeni piuttosto insistenti che potrebbero mettere in qualche caso in crisi il delicato equilibrio idro-geologico del nostro territorio.

Autore : Luca Angelini

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