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Che fine hanno fatto le grandi piogge "genovesi"?

Siamo già al 15 di ottobre e il capoluogo ligure non ha ancora visto un episodio di maltempo degno del suo nome. Cerchiamo di capire come mai.

In primo piano - 15 Ottobre 2004, ore 13.51

" Ora a Genova è mattina, son le nove...e va bene che non piove..." Così diceva una canzone apparsa al Festival di San Remo diversi anni fa. Genova e la pioggia: un rapporto difficile soprattutto in autunno; la mente corre ai terribili anni 90, periodo in cui il capoluogo ligure fu al centro di quasi tutte le ondate di maltempo che si abbatterono sul nord Italia. La particolare conformazione della costa ligure tende a far concentrare su Genova e sul Tigullio le precipitazioni più intense, quelle che in passato hanno determinato frane, smottamenti e anche diverse alluvioni. I temporali marittimi, quelli più forti, tendono a formarsi sempre nello specchio di mare antistante la zona di massima curvatura della costa, quindi proprio davanti al capoluogo. Chiaramente non è detto che un temporale non possa formarsi anche ai lati delle regione, tuttavia la cosa risulta più difficile. Quest'anno, invece, le perturbazioni ci sono, la circolazione è vivace, eppure a Genova non piove o piove pochissimo. Come mai? Molto spesso, nel periodo autunnale, il bacino del Mediterraneo è interessato da perturbazioni atlantiche che risultano inserite in autentici "canali" di bassa pressione, che in gergo si chiamano " saccature". Sul bordo orientale di queste strutture di bassa pressione si attivano, di norma, correnti da SUD OVEST alle quote superiori, attorno a 5.000 metri di altezza. Tali correnti trascinano letteralmente i sistemi nuvolosi e i temporali, mentre al suolo il vento può provenire anche da un' altra direzione, solitamente da SUD EST. Con questa situazione Genova si trova esposta al flusso portante, che può "piegare" anche da SUD-SUDOVEST in occasione dei fronti più intensi. I temporali marittimi che si formano sul Golfo di Genova, pertanto, vengono trascinati dalle correnti in quota verso il capoluogo e qui scaricano tutta la loro potenza sottoforma di piogge torrenziali. Una situazione del genere si ebbe nel novembre del 2002, quando su Genova in 2 giorni caddero quasi 400mm di pioggia e si ebbe anche la disastrosa alluvione di Chiavari. Quest'anno, come già accennato, le perturbazioni e le saccature ci sono, ma le correnti portanti in quota non sono da SUD-OVEST, bensi da OVEST-SUDOVEST. A prima vista può sembrare un fattore di importanza trascurabile, invece in una regione complessa come la Liguria non lo è. Se una perturbazione entra nel Mediterraneo con correnti da OVEST-SUDOVEST, l'impatto dei fenomeni in Liguria sarà differente, ma soprattutto sarà differente la loro localizzazione, rispetto al più "normale" SUD-OVEST. In poche parole, con correnti in quota troppo occidentali, i temporali e le piogge sul Mar Ligure si formano, ma non potendo muoversi verso nord, tendono a slittare di 50km verso est, andando a colpire le zone ad est di Sestri Levante, lo Spezzino e l'alta Toscana. Tutto il settore centrale ed occidentale della regione rimane in parziale ombra pluviometrica e le precipitazioni sul genovesato risultano trascurabili. A dire il vero, saccature in entrata sul Mediterraneo con correnti da OVEST-SUDOVEST sono piuttosto rare, ma sempre possibili. Quest'anno ne abbiamo avute già tre in un mese! Come mai sta succedendo questo? Le risposte sono molteplici. Prima di tutto la scarsa penetrazione dei sistemi frontali in area mediterranea. Questo da origine a saccature meno "meridiane" e con correnti troppo occidentali alle quote superiori. Come mai i sistemi perturbati penetrano poco nel Mediterraneo? A causa di un'alta pressione che spesso staziona tra le Isole Baleari, il Marocco e parte della Penisola Iberica. Le perturbazioni non riuscendo a sconfiggerla, cercano di scansarla passando più a nord del previsto, determinando la nascita di saccature a scarsa penetrazione. Queste, una volta arrivate sull'Italia, non riescono ad attivare un richiamo meridionale marcato a scapito di correnti più occidentali. Così facendo, tre quarti della Liguria e il restante nord-ovest vedono pochissima pioggia, a scapito dell'estremo levante ligure e dell'alta Toscana.

Autore : Paolo Bonino

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