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Che cosa determina una mareggiata?

Cerchiamo di capire il meccanismo con cui le onde possono raggiungere altezze considerevoli e dare luogo a spettacolari mareggiate.

In primo piano - 27 Agosto 2010, ore 11.06

Quante volte siamo stati a guardare con meraviglia e anche con un po’ di paura la violenza del mare? In alcuni momenti le onde risultano altissime e in grado di spaventare chiunque; in altri momenti, invece, il mare sembra placarsi, per riprendere nuovamente vigore con l’arrivo di altre ondate.

A volte il vento è tanto forte che si fa fatica a stare in piedi, con l’aria praticamente satura di salino. Altre volte, invece, il mare è agitato, ma il vento soffia debole e ci sembra incredibile la presenza di simili ondate. Che cos’è che scatena la “collera” del mare e produce onde alte anche diversi metri? Sicuramente il fattore più importante è il vento, che soffiando con violenza sopra ad una superficie d’acqua la fa necessariamente increspare.

Tuttavia l’elemento vento da solo non basta a spiegare la genesi delle cosiddette “onde lunghe” che creano notevoli problemi nei piccoli porticcioli. Per dare origine ad una mareggiata, il vento deve attraversare uno specchio di mare sufficientemente ampio; solo in questo modo le onde potranno ingrandirsi ed avere altezze anche di diversi metri. Il tratto di mare che viene colpito dal vento( e che forma ondate che si dirigono verso la linea di costa) viene chiamato “Fetch”.

Più lungo e ampio è il Fetch, più alte saranno le onde. Quando sulla Liguria soffia il Libeccio, che proviene da SW, lo specchio di mare che il vento può increspare è molto ampio, dato che in direzione sud ovest si ha praticamente solo acqua. Di conseguenza il fetch sarà notevole, con onde alte anche diversi metri, soprattutto sul settore di levante. Se prendiamo in esame, invece, una mareggiata nell’Adriatico, che si crea con venti da NE o da E, il braccio di mare che il vento increspa non è sufficiente per generare onde molto alte (fetch basso).

Difatti una mareggiata “adriatica” è fatta da parecchie onde di media altezza, molto ravvicinate l’una all’altra con le onde lunghe che non sono presenti, se non in casi eccezionali. Un altro fattore importante per la genesi di una mareggiata è la durata dell’elemento vento: se un vento spazza un tratto di mare per meno di 24 ore, difficilmente alzerà grandi onde, anche in condizioni di fetch alto.

Viceversa, se la sua durata si protrae per due o tre giorni, il mare tenderà ad ingrossarsi sempre più, fino a quanto il vento non si calmerà o cambierà direzione. C’è da dire, inoltre, che quando il vento cessa il mare non si calma di colpo, ma mantiene una sua inerzia per almeno 24 ore.

Il moto ondoso può quindi risultare notevole anche dopo che il vento si è calmato. In condizioni di calma di vento si nota il fenomeno dell’allungamento delle onde, che si presentano più distanziate tra di loro.


Autore : Paolo Bonino

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