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Che bufera in Asia centrale!

Dopo l'anticipo d'Estate dei giorni scorsi, neve e gelo hanno ripreso possesso della situazione.

In primo piano - 13 Marzo 2001, ore 14.13

Che bufera in Asia centrale! Dopo l'anticipo d'estate che aveva caratterizzato la metà della scorsa settimana, con punte di 30 gradi nel Turkmenistan e nell'Uzbekinstan, nelle steppe e nei deserti di Tamerlano è tornato l'inverno. Già ieri (dopo i 26 gradi di venerdì scorso) la metropoli di Tashkent si era svegliata sotto un'autentica bufera di neve, proseguita per tutta la giornata con una temperatura di -1°. Stamattina la città si è svegliata sotto una mezza spanna di neve fresca. Il termometro segna ancora valori negativi. Già sabato e domenica le correnti fredde siberiane (scontratesi con masse d'aria calda che aveva progressivamente preso possesso dell'Asia centrale) avevano prodotto estese nevicate e cadute di grandine in buona parte del Turkmenistan, provocando una discesa delle temperature massime quasi impressionante. Ad Ashgabat, capitale dello stato asiatico, si è passati da una massima di 25° abbondanti registrati giovedì a 1° registrato domenica sotto la neve. Non è andata meglio nella storica Buhara, dove la neve è tornata dopo i 27°C di venerdì pomeriggio. Durante la città ha segnato una temperatura minima di -4°C (31 gradi di differenza in tre giorni!). Le gelate hanno dell'ultima a notte, aiutate dall'elevato potere radiante della neve al suolo (fino a -8°C a Dushambé, capitale del Tajikistan) hanno colpito con particolare insistenza proprio dove nei giorni scorsi il termometro aveva superato per più giorni i 25 gradi, provocando un precoce quanto pericoloso risveglio primaverile. Venti centimetri di neve anche a Samarcanda. Più attenuata, l'ondata di gelo ha interessato che l'Iran, dove ieri a Teheran è tornato quale fiocco di neve, e l'Afganistan. Il colpo di coda dell'inverno è stato generato da un violenta discesa di aria artico-siberiana piombata senza freni a latitudini più basse, non ostacolata da catene montuose importanti. Scontato, ovviamente, il violento scontro tra masse d'aria dalle caratteristiche opposte, calde e umide le prime, freddissime e secche le seconde. La depressione generata non è stata particolarmente profonda, ma comunque tale da provocare violenti rovesci di neve dal Caspio al Pamir.

Autore : Alessandro Azzoni

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