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CAORSO: i commenti dei lettori (seconda parte), rivelazioni anche clamorose!

Pubblichiamo altre interessanti considerazioni giunte in redazione.

In primo piano - 26 Luglio 2003, ore 08.43

Dopo la pubblicazione dell'articolo sulla centrale nucleare di Caorso sono giunte in redazione centinaia di mails. Una prima tranche di interventi dei lettori è stata già pubblicata, eccovi un'altra serie di interessanti contributi: Scopro con immenso piacere che qualcuno ogni tanto si ricordi del vecchio e tanto discusso nucleare. Posso affermare di aver sicuramente visto e vissuto le vicende legate al nucleare in prima persona, in che modo? Facile, vivo a Trino vercellese fin da bambino e qui da noi esiste una centrale nucleare oramai in fase di smantellamento in base al quel tanto odiato referendum sorto sull'onda del disastro nucleare russo. Svolgendo la mia attivita' lavorativa sin dal 1982 nel comune di Trino, ho vissuto in prima persona manifestazioni anti nucleari, e proclami politici ( molti solo alla ricerca di consensi elettorali o legati ad interessi economici di alcuni, o tutti i partiti politici), referendum ecc tutti contro l'energia pulita. Ricordo molto bene la sera del referendum, ero di servizio, mi ricordo l'entusiasmo che regnava circa l'imminente morte del nucleare italiano. Fu quello sicuramente un grosso passo indietro per l'Italia. Nei mesi scorsi ho avuto la fortuna di visitare la nostra centrale E. Fermi e mi è sembrata un esempio di tecnologia, ordine e funzionalità uniche. Il tutto mantenuto in perfetto stato di conservazione benché il pentolone fosse inattivo da vent'anni. Oggi oltre che a pagare l'energia francese a caro prezzo dobbiamo pregarei transalpini affinché ce ne vendano qualche kw in più per evitare blak-out. A Trino era stato individuato un sito per la seconda centrale nucleare, abbandonato il nucleare è nata un centralina a gas metano, due ciminiere che sbuffano in continuazione co2 (dicono che non fa male), ne nascerà un'altra sempre a metano, questa privata, e chissa? quante altre ne nasceranno.. Fabrizio Devesio Come spesso succede, è stato fatto un uso strumentale di una questione seria. Come bene è descritto nell'articolo di MeteoLive, il referendum sul nucleare è stato posto agli italiani subito dopo il tragico incidente di Chernobyl sull'onda emotiva che ha colto l'intera comunità mondiale. Chi si oppone al nucleare porta sempre i soliti argomenti un po'demagogici ed utopistici sulle fonti rinnovabili e naturali. Adesso ha preso piede la moda di pontificare sull'energia eolica? A parte i costi altissimi che comporta la realizzazione di tali impianti, bisognerebbe immaginarsi una qualsiasi valle italiana riempita di questi totem inquietanti. Gli stessi sono quelli entusiasti dei mezzi di trasporto elettrici che non inquinano?. E vero, non si brucerebbero idrocarburi nelle città, si brucerebbero in altri luoghi. Ma si sa che la sindrome da orticello è dura a morire. E un sito di meteorologia come MeteoLive questo tipo di atteggiamento lo conosce benissimo. Era l'unico sito meteo che lanciava allarmi preoccupati sulla totale assenza di precipitazioni invernali e primaverili. Gli altri si beavano perché di neve novembrina ce n'era a sufficienza per praticare gli sport invernali e il sole permanente garantiva settimane bianche da tropici. In primavera ancora tutti beati per le dolci temperature e per l'assenza di quei brutti week-end rovinati dalla pioggia. Adesso che è Luglio si preoccupano perché il PO è diventato un ruscello. Se ci fosse un referendum sulla climatologia sono sicuro che vincerebbe il partito del ?sempre sole, sempre caldo, salvo poi accorgersi che forse il freddo e la pioggia servono a qualcosina. Così in tempi di carenze energetiche e black out improvvisi forse qualcuno si rende conto che forse l'energia nucleare a qualcosina serviva. Un ringraziamento ad Alessio Grosso e a tutta la redazione di Meteolive soprattutto per questo tentativo di cambiare l'atteggiamento della gente nei confronti del clima. Marco Pavesi Caro Meteolive, complimenti per i servizi offerti. Mi chiamo Roberto Foli ho 34 anni, e da sempre seguo oltre alla meteorologia, le notizie e la cronaca su tutto ciò che riguarda l'energia, forse perchè mio padre ha lavorato 40 anni in Saipem del gruppo ENI in giro per il mondo soprattutto dietro impianti petroliferi e non solo; nel 1986 quando con un referendum popolare è stato decretato l'uscita dal NUCLEARE dell'Italia, scelta che da sempre reputo sbagliata se non folle, sia nel contenuto che nel metodo (come fare un referendum chiedendo se vogliamo ancora pagare le tasse, la risposta è certa ma gli esiti futuri forse pure). Cronaca di Ferrara di questi giorni, per fare una centrale a gas (TURBOGAS) di nuova concezione sembra si debba decidere se andare in guerra oppure no..., al mio paese Bando D'Argenta è stata terminata 6 mesi fa una centrale elettrica a BIOMASSE VEGETALI invece di un ex zuccherificio diroccato, inquinante e pieno d'amianto, mentre a Bondeno (Fe) la giunta più instabile ha bloccato tutto per paura di ribaltoni elettorali 2 perle per finire prima perla - Ad Argenta la giunta di centrosinistra è stata per il SI alla centrale (tanto è a Bando e non ad Argenta) e l'opposizione di centrodestra per il NO (peccato), a Bondeno la giunta di centrodestra era per la centrale a BIOMASSE VEGETALI e l'opposizione di sinistra era per il NO; mi sa che i politici hanno le idee molto molto confuse e non voglio pensare se la centrale fosse NUCLEARE. seconda perla - Mi sono laureato in economia a Bologna, avevo il Professore ALBERTO CLO' in Economia Industriale, ex consulente ENI e di altri gruppi ottimo professore, ho seguito tutte le sue lezioni con molto interesse. a lezione: la scelta di dire no al nucleare, e stato uno sbaglio colossale ne pagheremo le conseguenze per moltissimi anni, una scelta sciagurata.....etc 2 anni dopo come ministro del governo Prodi a una domanda sul nucleare ha risposto più o meno così:" la scelta di abbandonare il nucleare e stata la migliore possibile e l'unica fattibile; oggi chi accenna al ritorno del NUCLEARE in italia è un pazzo, quella scelta fu giustissima" raccontava più o meno così in un'intervista in tv. - CHE DELUSIONE - che delusione. Roberto Foli Sono felice che l'Italia abbia scelto di non utilizzare il nucleare! Pasticcioni come siamo avremmo creato mostri ( le centrali ) e coperto nefandezze ( discariche). Malgovernati come siamo abbiamo investito in centrali altrettanto inquinanti e non abbiamo ( i cittadini tutti quindi compreso anche io) mai fatto niente per osare sistemi alternativi puliti. La tecnologia dell'energia pulita è ormai all'avanguardia ( idrogeno, cellule fotovoltaiche, rotori eolici ) eppure i tetti delle nostre città sono ancora disseminati di antenne invece di tetti solari ( evidentemente la televisione è più importante della salute ). In Germania finanziano i tetti e le pareti solari ( e il sole non ha la stessa potenzialità); In Spagna i pannelli solari impazzano. In Danimarca i privati investono nei rotori eolici; Noi come vecchi rimabambiti, usiamo petrolio e carbone, anzi lo andiamo a cercare nelle valli della Basilicata. SPERIAMO QUINDI CHE IL GRAN CALDO CONTINUI ALL'INFINITO, CHE SALTINO TUTTE LE CENTRALI, E L'ITALIA SI FERMI UN ATTIMO A PERSARE AL SUO FUTURO E ALLE STRATEGIE PER CAMBIARE IL SISTEMA ENERGETICO. Architetto Paolo Conti Credo che sia maggiormente opportuno cercare di utilizzare a fondo le risorse che ci possono garantire energia pulita. Perchè non si fa una campagna di sensibilizzazione, e perchè non si prevedono cospiqui contributi e finanziamenti per chi installa i pannelli solari? la Regione Lombardia lo fece ma fu una goccia nell'oceano, oggi credo, anzi sono convinto, che lo Stato potrebbe fare molto di più in questo senso. Un saluto Massimiliano Milani Ai tempi di Chernobyl ero molto contraria al nucleare. Oggi, visto che, anche in questo caso, "il mondo è piccolo", che le distanze non contano niente, è meglio essere contaminati da una delle nostre centrali, che nel frattempo, ci avrà reso qualche vantaggio, piuttosto che da una francese. A parte queste considerazioni, penso che tutta la propaganda che si stà facendo in questi giorni, riguardo all'energia, abbia il solo scopo di far capire alla gente che deve dire si al nucleare. Complimenti per il Vs. sito. Chiara Penso che al giorno d'oggi si possano costruire centrali nucleari con un grado di sicurezza molto alto; ma piuttosto perchè nessuno ci informa su come procedono le ricerche sulla fusione nucleare? (cioè riprodurre ciò che avviene sul nostro sole) Credo che gli scenziati siano già in grado di produrre energia in questo modo. Non sarà che le compagnie petrolifere (quindi i governi interessati) temano che per loro possa finire un monopolio che dura da quasi un secolo? Che ne dite ? Severo Biava Intorno alla metà degli anni '80 un'alluvione fece penetrare dell'acqua all'interno della centrale di Montalto di Castro nella zona dove avrebbe dovuto esserci il reattore se fosse stata in funzione. A detta di chi ci lavorava sarebbe stato un disastro, il problema non sono le centrali ma il fatto che da noi sono state costruite come le autostrade che ora cadono a pezzi. Fabio Giori Credo che sia abbastanza riduttivo porre il problema in termini di nucleare sì/no. La questione energetica per la nostra specie e' seconda sola a quella alimentare. La disponibilita' di risorse energetiche condiziona lo sviluppo sociale, economico, culturale di una popolazione. Se il problema in termini abbastanza superficiali lo si affronta chiedendosi se il nucleare sia una tecnologia che premia i costi di produzione, con qualche riserva si puo' dire di si', soprattutto ora che partendo da zero si possono utilizzare tecnologie consolidate nel settore, che garantiscono margini di sicurezza soddisfacenti. Si aggiunga che enormi progressi sono stati fatti sul delicato problema dei metodi di smaltimento dei rifiuti prodotti dai reattori nucleari. Si consideri che inoltre il nucleare presenta un impatto ambientale meno significativo rispetto alle altre centrali convenzionali: lieve alterazione microclimatica locale per rilasci termici nell'atmosfera! e nelle acque, contro importanti rilasci di Co2 delle centrali termoelettriche a combustibile. D'altra parte, non riesco a percepire la differenza che pare molti colgano tra il fabbisogno di acqua di una centrale termoelettrica a combustibile fossile rispetto ad una centrale nucleare, nella quale tipicamente l'acqua rappresenta in prevalenza (pur a fronte delle numerose tecnologie disponibili) mezzo di scambio termico essenziale per il raffreddamento diretto od indiretto e quindi fonte primaria di produzione del vapore per le turbine. In sostanza, gli stessi problemi di una centrale a combustibile fossile sul Po in questi giorni li avrebbe avuti una centrale nucleare. Esistono peraltro ulteriori aspetti del problema che credo sia opportuno considerare. Credo per esempio che ci si possa domandare per quale ragione la scelta storica di sposare il nucleare come alternativa evolutiva alle tecnologie convenzionali per la produzione dell'energia elettrica sia stata fatta marginalizzando il ruolo delle altre forme rinnovabili di energia. L'esposizione solare alle nostre latitudini avrebbe permesso (se coerentemente sostenuta ed incoraggiata) un'ampia diffusione dello sfruttamento dell'energia solare: non mi riferisco solo al fotovoltaico, ma anche e soprattutto al fototermico, che gia' da 20 anni avrebbe potuto valersi di tecnologie mature e consolidate, ma che notoriamente viene scopertamente scoraggiata imponendo ai produttori garanzie di rendimenti a 10 e 20 anni dall'installazione che nessun altro paese in Europa ha mai imposto. Un altro aspetto: lo sfruttamento dell'energia eolica. Le tecnologie della meta' degli anni '80 evidenziavano economie di installazioni in versanti esposti a venti mediamente non inferiori alla velocita' di 2,5-3,0 metri al secondo. Dopo un ventennio, la soglia si e' abbassata ad un break-point di accesso stimato attorno a 1,5 metri al secondo. Mi pare esistano numerose realta' italiane (soprattutto costiere, insulari ma anche montane) in cui tali requisiti sarebbero soddisfatti. Eppure da noi l'eolico e' un fenomeno circoscritto, l'installazione di aerogeneratori e' episodica e ancora quasi pionieristica fra i privati, non parliamo del contributo dell'eolico alla produzione energetica nazionale. Si considerino poi altri elementi. Anche senza pensare su scala esageratamente ottimistica, impianti di generazione combinata fotovoltaico/fototermico/eolico potrebbero (avrebbero potuto) risolvere economicamente gli oneri di "elettrificazione" di numerosissime comunita' montane e insulari, disperse e storicamente abbandonate a se stesse. Anche in questo caso, mi richiamo ai principi di contenimento dell'impatto ambientale anche sotto il profilo paesistico, lasciandovi confrontare l'estetica di un centinatio di tralicci e relativi cavi ad alta tensione con (per esempio) la situazione di un paese le cui abitazioni abbiano in combinazioni tetti di pannelli in silicio per produrre corrente e a conversione fototermica per produrre acqua calda. Ci sono costi da sostenere. E poi, l'impatto ambientale... E' vero: i pannelli non inquinano, ma parliamo per esempio degli accumulatori (oneri, inquinamento in sede di smaltimento, ...). E' chiaro che occorre sempre una ponderazione ragionata. In ogni caso, rispetto all'onerosissimo nucleare, molti costi (anche se elevati) rappresenterebbero un prezzo comunque sostenibile e competitivo. Non voglio banalizzare la riflessione, e denunciare una sessantennale politica di programmazione in ambito energetico che comprovatamente ha privilegiato determinate fonti a scapito di altre. Che ha consolidato monopoli. E che da questi monopoli le stesse attivita' di ricerca e sviluppo di fonti alternative sono state marginalizzate e banalizzate, in assenza di una seria e lungimirante attivita' di integrazione e sostituzione delle fonti convenzionali. In ogni caso, il tema presenta implicazioni sconfinate, quindi e' stato possibile fare solo qualche flash di riflessione. Ma mi limito ad invocare coerenza e lungimiranza. A sposare scelte che rappresentino opportunita' per il Paese. A mettere da parte opportunismi clientelari verso chi fornisce determinate risorse e tecnologie a scapito di altre. A pensare in quale mondo vorremmo abitassero i nostri figli, e i figli dei nostri figli. Un saluto cordiale alla vostra Redazione da una vostra assidua frequentatrice, con un grazie per l'eccellente lavoro di informazione e divulgazione che da sempre svolgete. Samantha C. - Bologna Saluti a tutti. Non mi ricordo nemmeno l'anno, ma grazie all'amicizia di mio padre con un ingegnere nucleare marchigiano che stava lavorando alla costruzione della centrale, ho avuto la fortuna, e penso di essere stato uno dei pochi, di potere accedere al reattore, all'interno del quale piu' tardi sarebbero state immesse le barre di uranio. E' stata una grande emozione assommata alla sensazione di trovarsi in luogo molto strano e particolare. Oltre a ciò ho potuto perlustrare dettagliatamente tutta la centrale che comunque si trovava in uno stato di quasi ultimazione. Tornando alla Vs. indagine sono fermamente convinto che bisognerebbe tornare al nucleare per tutte le motivazioni che ben sappiamo. Certamente un minimo di timore ci può essere in tutti e non penso si possa avere la matematica certezza di una sicurezza totale, ma comunque rendiamoci anche conto che le centrali della Francia sono molto vicine... Marco VARISCO Sono d'accordo sul fatto che dire addio al nucleare sia stata una scelta affrettata. Esistono alla periferia di Milano depositi di carburante che in caso di esplosione causerebbero una catastrofe senza precedenti. Flavio Burato La tecnologia è avanzata, noi non siamo secondi a nessuno (le nostre aziende (Breda-Milano, Ansaldo-Genova, Zanon-Schio, che costruì la parte centrale del tokamak, il primo reattore a fusione nucleare sperimentale del progetto europeo per la realizzazione dell'ITER) hanno costruito parti cruciali di reattori in tutto il mondo). Si al nucleare, o no per tutti. Alberto Riva L'Italia è un paese strano: niente nucleare perchè fa male, niente centrali termoelettriche (in provincia di Bergamo ne vorrebbero costruire 4) perchè inquinano, ma in questi giorni di calura, corsa all'acquiso dei condizionatori e mega proteste se ti staccano la corrente senza dirtelo perchè c'è un rischio blackout. Il Politecnico di Milano chiude l'indirizzo di Ingegneria Nucleare e rischiamo che tutto il know how di cui disponiamo vada completamente perso (siamo i primi nel mondo in questo campo). Insomma, viva il progresso ma non a casa mia! E' questo il pensiero comune. Ed è molto triste. Andrea Baio Sorrido quando transito in quei comuni italiani in cui campeggia la scritta "comune denuclearizzato", è ridicolo pensare di essere immuni dai rischi che deriverebbero da eventuali incidenti nucleari. Infatti, i nostri vicini francesi, come ben evidenziato, hanno 19 centrali. Andrea Marchesi Ci scusiamo con gli altri lettori che hanno inviato i loro contributi. Per motivi di spazio non possiamo pubblicare ulteriori commenti. Grazie di averci scritto, abbiamo letto attentamente le vostre intelligenti riflessioni. Alessio Grosso, Capo Redattore MeteoLive

Autore : Redazione

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