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Cambiamenti in vista, discrepanze tra i due principali modelli di previsione

Tra la fine di marzo e la prima settimana di aprile pare finalmente profilarsi un certo rimescolamento delle carte in gioco. Non più solo anticiclone, i modelli propongono scenari più instabili ed a tratti perturbati. Cerchiamo di fare un pò di chiarezza sulla situazione.

In primo piano - 29 Marzo 2012, ore 17.30

I modelli finalmente intravvedono un cambiamento di rotta a partire dai primi giorni di aprile. Pare che la fase più acuta di questo lungo periodo anticiclonico primaverile abbia ormai passato il culmine, ritirandosi lentamente verso l'oceano atlantico.

Se guardiamo allo stato del tempo attuale sotto un punto di vista strettamente sinottico, ci accorgeremo già dei cambiamenti avvenuti nelle ultime 24-36 ore. Il cuore dell'alta pressione abbandona il mar Mediterraneo ritirandosi in una porzione di oceano atlantico a cavallo tra Europa e Regno Unito.

Di riflesso sull'Europa centrale ed orientale, pressione e geopotenziali iniziano a scendere. Una vasta figura di bassa pressione, alimentata da aria ancora molto fredda di origini artiche marittime, scivola gradualmente verso sud. Nei prossimi giorni il tempo andrà peggiorando sensibilmente nei settori orientali del continente. Alcuni stati ripiomberanno in un'atmosfera simile a quella invernale. Sulla penisola scandinava potrebbe addirittura ricomparire la neve sino a quote pianeggianti.

Quale sarà il destino dell'Italia?

Al momento i due principali modelli di calcolo, l'inglese ECMWF e l'americano GFS propongono scenari abbastanza discordanti, tuttavia da ambo le parti viene finalmente avvallata l'ipotesi concreta di rottura del lungo dominio anticiclonico durato sino ad ora.

Modello ECMWF (clicca sull'immagine per ingrandirla): attualmente il centro di calcolo di Reading, Inghilterra è quello che provede l'evoluzione più perturbata per il Mediterraneo. Il ritiro dell'alta pressione sull'oceano atlantico, provocherebbe inizialmente un calo della pressione sull'Europa orientale e la penisola balcanica. Un episodio favonico interverrebbe sul nostro versante, a partire da oggi sino a raggiungere il culmine domenica primo aprile.

Successivamente l'elevazione dell'alta pressione atlantica sin verso il comparto groenlandese, favorirebbe un tracollo dei geopotenziali anche sull'Europa occidentale.

Tra martedì 3 aprile e mercoledì 4 aprile una vasta saccatura andrebbe a scavarsi sul Mediterraneo centro-occidentale, coinvolgendo Francia, Spagna, Italia settentrionale. Un episodio di scirocco investirebbe un pò tutta Italia provocando una prima, effimera vampata di calore sulle estreme regioni meridionali. Probabilità 30%

Modello GFS (clicca sull'immagine per ingrandirla): il centro di calcolo americano prevede un'evolzione meno ecclatante. Viene confermato da tutti e due i modelli il calo dei geopotenziali in sede est europea, derivanti dall'affondo della depressione fredda di origini scandinave. 


Il modello americano non prevede lo scavarsi della saccatura sui mari occidentali italiani, elemento visto da ECMWF che garantirebbe precipitazioni diffuse per diverse regioni. Il calo dei geopotenziali sarebbe più efficace proprio sopra la nostra penisola, impedendo il transito di un fronte organizzato, il quale scorrerebbe sull'Europa e Mediterraneo orientali.

In questo frangente sarebbero favoriti episodi di instabilità diffusa, special modo sui rilievi e nelle ore più calde del giorno. Probabilità 60%.

La verità come di sovente accade, potrebbe anche trovarsi nel mezzo. Un affondo perturbato a metà tra la sola instabilità prevista da GFS, e la vasta saccatura contemplata da ECMWF.
 
Vedremo i prossimi aggiornamenti cosa sapranno dire a riguardo!


Autore : William Demasi

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