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CALDO: quale zona d'Italia si scalda per prima?

Luoghi comuni da sfatare...

In primo piano - 30 Marzo 2006, ore 11.52

Quando arriva la stabilità e si prepara una fase soleggiata piuttosto lunga in primavera, l'opinione generale è che il sud sia il primo settore dell'Italia a godere di temperature estive. In realtà non è affatto così, perchè soprattutto le città di mare del meridione risentono della brezza sostenuta di un mare ancora freddo. Solo durante le avvezioni di aria calda che precedono il passaggio dei sistemi frontali il centro-sud si scalda molto più intensamente del nord ma non nelle fasi di generale stabilità. Infatti il riscaldamento delle acque è sempre molto graduale e proprio il forte soleggiamento attiva brezze particolarmente fresche almeno sino alla fine di maggio. Le prime a scaldarsi sono le grandi aree urbane situate lontano dal mare (la continentalità è una brutta bestia). E' per questo che Firenze, Bolzano, Milano, Verona e Bologna sono le prime a risentire della forte radiazione primaverile. L'asfalto surriscaldato e l'alta concentrazione abitativa fanno il resto, e così non è raro in queste zone raggiungere i 25-26°C già a partire dalla prima settimana di alta pressione tra metà marzo e l'inizio di aprile. Tra metà aprile e i primi di maggio si aggiungono anche Roma, Trento, Aosta e Torino, oltre naturalmente a molte altre città che occupano le zone interne appenniniche del centro-sud, tra cui Perugia. A giugno è ancora facile imbattersi in forti sbalzi termici tra una città di mare e quella situata nell'area urbana. Il graduale riscaldamento del mare e la persistenza di un anticiclone possono smussare questi scarti termici nel mese di luglio quando le temperature salgono prepotentemente anche nelle località di mare, la brezza del mezzogiorno è però ancora fresca e non è escluso (al mare) misurare temperature più basse nel primo pomeriggio, piuttosto che in serata. In agosto la lunghezza delle notti e la comparsa dei primi temporali, il sole non più a picco, specie nell'ultima fase, rendono le città più vivibili e modesto lo scarto tra città di mare e dell'entroterra. Dall'ultima decade di luglio in avanti c'è una sorta di passaggio di consegne tra nord e sud Italia; l'asse delle temperature più alte si sposta sempre di più verso Sicilia, Calabria, Sardegna, Puglia, Campania e Lazio, pur permanendo picchi di calore molto forti anche nelle grandi aree urbane del nord. Ovvio che a questo contribuisca la latitudine, il mare ormai caldo e l'intensità della radiazione solare.

Autore : Alessio Grosso

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