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Caldo e ozono: attenzione a parchi e giardini

Sconsigliato frequentare in particolare parchi e giardini cittadini nelle ore centrali della giornata, soprattutto per anziani e bambini a causa di una reazione chimica che porta alla sovraproduzione del gas, dannoso per la nostra salute.

In primo piano - 18 Giugno 2013, ore 09.05

La Natura a volte gioca strani scherzi. Laddove l'ozono sarebbe necessario (in alta stratosfera) si forma il cosiddetto "buco", mentre nelle nostre città dove invece non ci dovrebbe essere in quanto dannoso, esso si forma in modo subdolo e strisciante.

Ebbene, lasciato da parte l'ozono che si trova in stratosfera (quello utile a volte messo a dura prova sull'Antartide dal naturale processo di smantellamento primaverile) concentriamoci su quello che ci interessa direttamente: l'ozono troposferico. Disciolto in quantità infinitesimali nell'aria che respiriamo, esso in talune situazioni si riproduce fino a raggiungere le soglie di sicurezza oltre le quali può risultare anche dannoso.

Le condizioni ottimali affichè avvengano le reazioni chimiche necessarie alla sua formazione si trovano solitamente durante i lunghi periodi anticiclonici estivi. In sostanza le poche molecole di ozono sperdute nell'aria stagnante a causa della presenza anticiclonica vengono in contatto sia con alcuni gas inquinanti di tipo antropico come gli ossidi di azoto, sia con altri di tipo naturale prodotti da boschi e foreste e denominati terpeni.

La luce solare amalgama tutti questi gas e le reazioni fotochimiche che ne derivano causano la formazione di ozono. Il fenomeno è noto appunto come "smog fotochimico". Durante le ore più calde del giorno esso si presenta nei casi limite in dosi superiori alle normali soglie di tolleranza comprese tra i 20 e gli 80 microgrammi per metro cubo di aria. Le zone dalle quali dovremmo stare alla larga in quelle ore sono soprattutto i parchi cittadini poichè in quei luoghi il cocktail risulta completo per l'innesco delle reazioni a catena necessarie allo sviluppo del fenomeno.

 Elevate concentrazioni di ozono quali danni possono provocare? Anzitutto stiamo tranquilli non si tratta di nulla di grave. Le reazioni all'esposizione risultano molto individuali, dipendono da eventuale esposizione prolungata e possono contemplare fenomeni di tipo allergico come irritazioni alle vie respiratorie ma anche bruciore agli occhi. In caso di attività fisica intensa all'aperto la grande scorpacciata di ozono potrebbe indurrebbe ad una drastica diminuzione delle prestazioni. Evitiamo dunque di fare jogging al parco durante le ore più calde e soprattutto diamo un occhio di riguardo a bambini e anziani, soggetti maggiormente portati a manifestare i disturbi legati al surplus di ozono.


Autore : Luca Angelini

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