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Caldo: A cosa è dovuto? Quanto durerà?

Vediamo alcune caratteristiche dell'ondata di caldo attuale.

In primo piano - 10 Giugno 2003, ore 10.20

Nel corso della giornata di oggi si concluderà un periodo di scarsa attività delle grandi figure bariche (come l’anticiclone delle Azzorre e la depressione d’Islanda), che prese vita 10-15 giorni fa a causa di un repentino rallentamento delle correnti a getto sull’Europa ed il Mediterraneo; tale situazione ha determinato la persistenza di condizioni particolari, che i meteorologi riassumono con due parole: “palude barica”, ossia pressione livellata (nella fattispecie attorno ai 1013-1016 hPa) su vaste aree e scarsa ventilazione su Italia, Balcani ed Europa orientale. A partire da oggi pomeriggio infatti un intenso ramo della corrente a getto polare attraverserà la Bretagna ed il Regno Unito, per poi viaggiare spedito verso la Scandinavia, dove arriverà nella mattinata di domani. Questo “fiume in piena” alle alte quote verrà affiancato durante il suo viaggio anche da parte della corrente a getto subtropicale, quella che ha il compito di trasportare aria calda dai Tropici verso le alte latitudini; il suo scorrimento sull’Europa settentrionale provocherà come conseguenza diretta l’irrobustimento ed il rigonfiamento di un anticiclone di matrice africana proprio sul bacino centrale del Mediterraneo e quindi sull’Italia; date le premesse anche l'anticiclone delle Azzorre si sentirà chiamato in causa, ed interverrà a dare man forte al suo "collega" africano. Temperatura ed umidità pertanto sono destinate ad aumentare sulle nostre regioni ancora per 2-3 giorni, fino a raggiungere valori veramente notevoli; d’altra parte la configurazione che si verrà a creare è una delle più stabili per quanto riguarda l’anticiclone subtropicale, pertanto affinché in futuro i valori termici possano tornare a scendere, si può solamente sperare in una energica “spallata” della depressione d’Islanda. Una possibilità in tal senso si intravede fra sabato e lunedì prossimi, quando una intensa perturbazione atlantica potrebbe “tagliare la testa” all’anticiclone sull’Europa centrale, portando un peggioramento anche sull’Italia. In tal modo però si verrebbero a creare i presupposti per la formazione di intensi temporali anche sulle nostre regioni; data la scadenza ancora remota dell’evento preferiamo comunque attendere qualche giorno prima di dare una previsione dettagliata. Intanto concentriamoci sull’ondata di caldo attuale e mettiamola a confronto con quella che interessò la Penisola nel giugno 2002; le principali analogie fra i due fenomeni riguardano: 1) le figure bariche coinvolte, con l’anticiclone subtropicale in prima linea; 2) i valori termici raggiunti, piuttosto simili nel corso dei due eventi. Le differenze invece riguardano soprattutto: 1) la durata del fenomeno; infatti nel 2002 la canicola non si prolungò per più di 5-7 giorni, mentre con le carte che abbiamo a disposizione adesso possiamo dire che in totale il dominio del caldo potrebbe coprire fino a 12-15 giorni; 2) la distribuzione territoriale dei picchi più elevati di temperatura; attualmente infatti parte delle regioni meridionali registra valori termici nella norma o quasi, mentre nel giugno 2002 (seppure in fasi diverse) non fu così. Questi ultimi dati comunque servono solamente alle statistiche, e non possono aiutarci a fare una previsione a lunga scadenza.

Autore : Lorenzo Catania

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