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Botti di Capodanno, prima tanta PIOGGIA venerdì sul Tirreno, poi un po' di NEVE sabato lungo l'Adriatico

Il transito di un profondo minimo depressionario a cavallo della nostra Penisola determinerà nella giornata di Capodanno piogge su Liguria, Emilia Romagna, bassa Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, forti su Sardegna, Umbria e regioni tirreniche. Sabato tutto ruota a nord e arrivrà qualche nevicata fino al piano su Veneto, Romagna e a quote collinari lungo l'Adriatico.

In primo piano - 31 Dicembre 2009, ore 11.25

Botti di Capodanno tra pioggia e vento su diverse regioni d'Italia. L'appuntamento con il veglione per eccellenza coinciderà con il transito di un'onda depressionaria piuttosto pepata che segnerà il passaggio tra la vecchia e la nuova gestione stagionale. Il tragitto che il vortice compirà sul nostro Paese sarà molto veloce. Lungo il suo bordo meridionale tese correnti di Libeccio, dovute agli accesi contrasti interni alla struttura stessa, si metteranno in moto sulle nostre regioni centrali e meridionali. A questi si aggiungerà anche la velocità di traslazione del minimo stesso, con sommatoria del vento il quale rinforzerà fino a burrasca sui mari di Ponente. Il Garbino invece si incattivirà lungo l'Adriatico tenendo alte con successivi colpi di acceleratore le temperature sui versanti orientali del nostro Paese. Lo sbarramento prodotto dal vento sui settori tirrenici invece si renderà responsabile dei rovesci diffusi che impegneranno tali regioni dalla Toscana alla Calabria, ma anche la Sardegna e l'Umbria. Non si esclude la possibilità di qualche manifestazione temporalesca tra Lazio, Campania e ovest Sardegna nelle ore centrali di venerdì 1° gennaio. Un po' di pioggia arriverà anche al nord nella prima mattinata dell'anno, segnatamente su Liguria, bassa Lombardia, Emilia, Romagna, Veneto basso Trentino e Friuli Venezia Giulia. Quota neve collocata mediamente tra 1200 e 1400 metri sia sulle Alpi orientali che lungo la dorsale appenninica. Abbiamo detto però che il trottolone depressionario si sarebbe mosso velocemente. Ecco infatti che la caduta della pressione coinciderà con il passo successivo: il centro motore vorticoso dal golfo Ligure si trasferirà sull'alto Adriatico per poi finire sui Balcani. Al suo seguito aria fredda inizierà a scorrere sul suo bordo occidentale causando dapprima un indebolimento, poi una rotazione del vento dai quadranti settentrionali. Siamo a sabato 2 e proprio nelle prime ore del nostro weekend ecco il colpo di scena. Una linea di confluenza al suolo tra il rientro di Bora proveniente dal golfo di Trieste, il tocco favonico proiettato verso sud dalle Alpi e il blocco freddo padano in rotolamento da nord-ovest verso l'Adriatico, determinerà la costruzione di un ammasso nuvoloso tra la pianura veneta e la Romagna. Da qui potranno partire i primi rovesci, anche nevosi a quote prossime al piano sulle zone citate. Tale status si proietterà poi lungo le regioni adriatiche ripetendo con lo stesso meccanismo la produzione di ulteriori precipitazioni. Il netto calo termico non sarà solo una senzazione. I termometri scenderanno di diversi gradi e i fiocchi, tra la sera di sabato 2 e la prima parte della notte su domenica 3, potranno svolazzare a carattere intermittente fino a quote prossime ai 200 metri non solo sulla Romagna, ma anche sulle Marche fino all'Anconetano, non disdegnando di giungere misti a pioggia fin sui relativi tratti di costa. Scendendo verso Abruzzo, Molise e Gargano il meccanismo rimarà ancora una volta invariato, ma il limite delle nevicate risalirà gradualmente fin verso i 400-600 metri dall'Abruzzo fino al Gargano. Anche su queste regioni, in ogni caso, l'eterna primavera lascerà spazio, almeno temporaneamente, al vero padrone di casa di questo scorcio stagionale: il Generale inverno.

Autore : Luca Angelini

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