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BOATI e PAURA nella zona del Trevigiano e nel Bellunese: cosa è stato? Perchè si ripetono?

"I vetri della case tremano, il boato sono stati cupi, assordanti, prolungati, ti prende il panico" questo uno dei commenti della popolazione dopo i violenti boati di ieri.

In primo piano - 12 Maggio 2015, ore 10.40

Era già successo nel 2011, quando il paese di Fadalto (nelle Prealpi venete, tra Alpago e Cansiglio) ha visto ripetersi un fenomeno che, dopo aver suscitato grande inquietudine nella popolazione locale, ha trovato poi una spiegazione scientifica nell'aggiustamento in atto del sistema idrogeologico dell’intera zona, così almeno ha sentenziato lo studio di un team di geofisici: i boati del Fadalto altro non erano che microsismi: eventi superficiali, che nascono a un profondità di circa 700 metri.

Ora però i boati sono ripresi e hanno interessato diverse zone della provincia di Belluno. Ieri sono state evacuate diverse scuole  a Trichiana, Mel e nella frazione di Villa, a causa di ben 3 episodi distinti.

La tesi ufficiale stavolta è che un Jet abbia sfondato la barriera del suono proprio tra le 10 e le 11 del mattino, mentre nei cieli italiani era in corso un volo di addestramento autorizzato del 31° stormo Fighter Wing, il reparto di volo statunitense ospitato nella base di Aviano .

«Si è trattato di un imprevisto durante un’attività autorizzata e concordata» fanno sapere dalla base di Aviano, «gestita comunque in massima sicurezza». Il cielo sereno, l'aria tersa ed il vento da est avrebbero favorito il fenomeno. 

Quel che non è stato calcolato, da chi forse non è avvezzo a spingersi a oltre 1200 km/h, è l’effetto a terra di questa spinta propulsiva, capace di risuonare come un’esplosione per chilometri scatenando un allarme tale da spingere gli insegnanti ad evacuare due scuole come avvenuto in Valbelluna.

Decine le telefonate arrivate ai centralini della forze dell’ordine, decine le persone uscite di casa per capire se fossero tornati i boati del Fadalto o se la terra avesse ricominciato a vibrare. Per ore, in tanti, hanno guardato con ansia le montagne sopra Vittorio Veneto aspettandosi il peggio.

Anche il sindaco di Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, si è fortemente spaventato, ricordando quanto successo nel 2011. Il pensiero è andato alla diga di Santa Croce, dove tanti paesini sorgono vicino al lago e dove ogni boato fa gelare il sangue nelle vene. 

Dal 2004 intorno al lago vi sono 7 centrali idroelettriche per una potenza efficiente totale pari a 338,4 MW (milioni di watt) con una produzione media annua totale pari a 1029,1 GWh (giga watt ora).


Autore : Alessio Grosso

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