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Blitz invernale sull’Italia a metà della prossima settimana?

Nuove discese di aria fredda dall’artico si prospettano a medio – lungo termine per la nostra Penisola.

In primo piano - 28 Marzo 2003, ore 10.34

Innanzitutto può essere confermato il fatto che un primo e moderato impulso di aria artica scivolerà da nord-ovest verso sud-est sull’Europa orientale, “lisciando” per soli 300-600 km le Alpi orientali nella giornata di martedì prossimo. Ma l’evento che a noi interessa di più è l’attivazione di una seconda e più intensa irruzione di aria artica che prenderà corpo sempre nella stessa zona, ossia sulla Groenlandia (il vero “serbatoio” di aria fredda per l’Europa settentrionale in questo periodo). Sull’Isola le temperature attualmente si dimostrano piuttosto basse ed oscillanti fra i –7°C delle coste meridionali ed i –28°C del litorale più a nord; pur non essendoci stazioni meteorologiche nelle zone interne è presumibile pensare che in alcune aree più riparate si raggiungano ancora i –40°C. Ieri inoltre abbiamo sottolineato come il grande freddo stia ancora attanagliando anche il Canada; tutto questo per dire che a causa di tali eccessi di gelo è lecito avere una certa sicurezza riguardo il verificarsi dell’irruzione fredda citata. In particolare l’impulso che investirà gran parte dell’Europa centrale e settentrionale nelle giornate di martedì e mercoledì prossimo assumerà le caratteristiche più classiche di una irruzione di aria artica marittima, ovverosia: 1) canale di scorrimento verso sud piuttosto stretto (400-500 km di ampiezza). 2) contemporanea presenza di una veloce corrente a getto alle alte quote (7-9 km di altezza) e di conseguenza rapido aumento della pressione poco ad ovest della discesa fredda stessa 3) instabilità accentuata a causa della concentrazione della massa fredda alle quote medio-alte (4-9 km di altezza). Adesso la questione sta nel capire dove andrà a sfociare l’aria fredda una volta arrivata in prossimità del Mediterraneo; mentre fino a ieri sembrava quasi scontato che la maggior parte degli effetti del peggioramento avrebbero toccato le regioni adriatiche, adesso pare che ci sia stata una inversione di tendenza. Con tutta probabilità infatti i modelli matematici avevano sopravvalutato la velocità di spostamento verso est della depressione spagnola che in queste ore sta per investire l’Italia; infatti adesso pare che i suoi strascichi si protrarranno sulla nostra Penisola fino a mercoledì prossimo. Così facendo l’aria fredda in arrivo da nord non verrà più richiamata sui Balcani, bensì sulla Svizzera e l’Austria; a questo punto è lecito aspettarsi che parte di questa massa si insinui nella Valle del Rodano, dando così vita ad una depressione sui mari occidentali italiani. Su quest’ultimo punto però apriamo delle riserve, in quanto la “risposta” mite del Mediterraneo occidentale all’arrivo di venti dal Rodano è sempre difficilmente prevedibile fino a poche ore prima dell'evento; comunque se dovesse verificarsi tale ipotesi le precipitazioni non interesseranno solamente il versante estero dell’arco alpino e le regioni adriatiche, bensì buona parte del territorio nazionale, con il rischio di forti temporali. In tal caso però il freddo vero e proprio verrebbe relegato sulle regioni settentrionali, mentre sul resto della Penisola avremmo venti miti e piogge copiose; l’aria fredda prenderebbe il sopravvento solo in un secondo tempo, al momento dell’allontanamento della depressione, con venti forti e secchi da est e nubi che si concentrerebbero sulle regioni adriatiche. Come vedete quindi la situazione atmosferica è in rapida evoluzione; di conseguenza vi invitiamo a leggere tutti gli aggiornamenti, visto che le novità in tali frangenti sono sempre dietro l’angolo.

Autore : Lorenzo Catania

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