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BINAGHI a MeteoLive: "l'inverno non è finito ma il cambiamento climatico preoccupa"

Intervista esclusiva del nostro previsore responsabile Alessio Grosso al meteoman svizzero Piernando Binaghi, da anni volto di punta della Televisione Svizzera Italiana e vincitore dell'oscar per il miglior meteo televisivo. Binaghi ha realizzato anche una trasmissione meteo didattica per i bambini con il famoso pupazzo "Peo", doppiato da Claudio Moneta, la voce di "Spongebob".

In primo piano - 13 Gennaio 2015, ore 11.59

GROSSO: nelle Alpi sono sorpresi dalla notevole differenza di innevamento tra la stagione in scorso e quella dello scorso anno, eppure è successo spesso. Ricorderai che alla eccezionale stagionale bianca del 50-51 in Canton Ticino ad esempio, seguì un inverno decisamente avaro di neve. Come si può inquadrare il tutto?
BINAGHI: ogni stagione ha a mio avviso una storia a sé stante e specialmente se torniamo indietro agli anni ’50 rischiamo di confrontarci con situazioni che non si possono piú basare sulle premesse di oggi. Le condizioni dell’atmosfera di allora, specialmente per quel che concerne la concentrazione di CO2, sono assai diverse da oggi. Quindi pur considerando che negli anni ’50 è successo quel che ricordi, nulla ci puó autorizzare a dire alcunché per quel che concerne il nostro presente. Ricordiamoci i numeri, davvero impressionanti, cha abbiamo osservato a consuntivo del 2014. L’anno scorso è stato l’anno piú caldo degli ultimi secoli; in alcune regioni d’Europa non si era mai vista una realtà paragonabile sin dal ‘500. E teniamo anche presente che i 10 anni piú caldi degli ultimi secoli rientrano nell’intervallo dal 1989 ad oggi. Con questi numeri e con gli effetti anche nell’ambito dell’innevamento, mi riesce difficile ignorare i discorsi che si fanno ormai da anni sul cambiamento climatico e sulla necessità di affrontare seriamente e al piú presto questo problema.
 
GROSSO: L’impeto della corrente a getto, figlia di un vortice polare decisamente compatto, a tuo parere potrà continuare anche per molto, concedendo di fatto solo briciole d’inverno al Continente, oppure ritieni che la seconda parte della stagione possa regalare maggiori opportunità di assistere a situazioni invernali o almeno a qualche nevicata?
BINAGHI: la straordinaria tecnica con la quale il pianeta tende a ridistribuire verso nord l’aria calda e verso sud quella fredda si traduce nella ondulazione dei cosiddetti flussi zonali, quelli che si distribuiscono da ovest verso est lungo l’Atlantico. Queste ondulazioni si innescano normalmente con l’aumento di instabilità delle traiettorie di queste correnti, proprio per effetto della loro forte velocità. Dunque si tratta a mio avviso di una lunga parentesi, ma pur tuttavia sempre di una parentesi. In questo senso, credo che già nelle prossime settimane potremmo osservare gli effetti di questa rottura del meccanismo, con nuovi scenari che potrebbero effettivamente farci capire che l’inverno ancora non è finito
 
GROSSO: Un’altra stagione non fredda potrebbe avere risvolti sulla stabilità primaverile ed estiva? Ed un mare più caldo del normale potrebbe farci preoccupare rispetto a nuovi potenziali risvolti alluvionali sulle coste italiane tra la tarda estate e l’autunno?
BINAGHI: certamente la mancanza di un raffreddamento consistente puó avere effetti sulle prossime e immediate stagioni. Il Mediterraneo potrebbe ripartire da temperature sensibilmente piú elevate del previsto e questo andrebbe senz’altro ad avere degli effetti sulle dinamiche atmosferiche comportando una maggiore offerta di umidità alle masse d’aria provenienti da sud. Difficile dire se da questo potrà dipendere un’estate piovosa, tuttavia gli elementi per come li vediamo oggi potrebbero effettivamente preludere a scenari di questo genere.
 
GROSSO: Il ciclo solare di “basso profilo” che si prevede nei prossimi anni potrà in qualche modo ridimensionare o frenare la fase di riscaldamento climatica (pur controversa e dibattuta) che stiamo vivendo?
BINAGHI: sono convinto che affidarci al Sole sia una vana speranza. La ciclicità dell’attività solare ha da sempre impatti a livello climatologico, per cui non metterei questa voce a bilancio. Puó anche essere che questo aspetto possa avere degli effetti sensibili sul clima dei prossimi anni, ma ho l’impressione che la componente derivante dalla concentrazione di gas serra abbia comunque il sopravvento. Per cui tenderei, in ogni caso, a portare l’attenzione su questo aspetto che merita di essere preso in considerazione con la massima serietà e determinazione a livello internazionale.
 
GROSSO: negli ultimi anni ritieni che vi sia stato un aumento dell’affidabilità delle previsioni (o forse sarebbe meglio dire proiezioni) a medio e lungo termine, almeno a livello di linea di tendenza?
BINAGHI: personalmente non ho notato dei miglioramenti particolarmente evidenti sull’attendibilità delle previsioni, o forse sarebbe meglio dire “stime”, su lungo periodo. Siamo forse in una fase logaritmica avanzata, ovvero molto lontani dagli anni durante i quali si facevano autentici passi da gigante nell’ambito delle previsioni. Tuttavia sono ben disposto a lasciarmi piacevolmente sorprendere e smentire e apprezzo molto lo sforzo del team di MeteoLive in tal senso.
 
GROSSO: tutti si chiedono come mai negli States e in Canada la stagione invernale non tradisca quasi mai e si realizzino temperature spesso eccezionali ed impensabili in Europa alle stesse latitudini…
BINAGHI: è vero, questo è un aspetto interessante. Di primo acchito mi sento di osservare che mentre Nord America e Canada vanno ad estendersi sino al settore polare, questo non avviene per l’Europa occidentale dove abbiamo il Mare del Nord, il Mar di Norvegia e un profilo molto frastagliato del nostro continente verso ovest, includendo cosí anche il caldo Mar Mediterraneo. Le condizioni geografiche sono quindi assai diverse e la maggiore presenza di acqua credo sia un fattore determinante nel calmierare le discese fredde da nord. Credo sia in buona parte anche per questo motivo che gli inverni appaiano cosí diversi. Senza considerare la corrente del Golfo…

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Autore : Alessio Grosso

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