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Bassa Valtellina: il piccolo ghiacciaio del Colombano sfida le insidie del clima

Posto a soli 2360 metri di quota in posizione strategica sul versante nord-est del Monte Legnone, incomparabile balcone sulla bassa Valtellina, la vedretta ha resistito negli anni agli attacchi del riscadamento globale

In primo piano - 20 Ottobre 2008, ore 11.36

Mentre il mondo mediatico si accanisce, a volte anche oltre ogni misura, sul drammatico argomento dello scioglimento dei grandi ghiacciai alpini, abbiamo voluto porre l'attenzione su una piccola sentinella del clima, senz'altro minore ma comunque significativa, che giace sobria e riservata sulle montagne che si affacciano sul trivio tra alto Lario, Valchiavenna e bassa Valtellina. Si tratta di un nevaio semi-permanente che giace a soli 2360 metri di quota sul versante nord-est del Monte Legnone, estremo pilastro occidentale del complesso montuoso orobico e splendido balcone panoramico sull'alta Lombardia, sulla pianura Padana, sul lontano Appennino Ligure e sull'intero arco alpino. La vedretta sopravvive sia in virtù della propria esposizione sia per la conformazione del terreno che la contiene, costituito dai suoi stessi depositi morenici, sia anche dagli apporti valanghivi e dall'azione eolica particolarmente favorevole. La zona di accumulo si estende per circa 200 mq ma risalta per la sua notevole resistenza alle ingerenze climatiche sfavorevoli estive. Questo grazie a due fattori fondamentali oltre a quelli citati poc'anzi: al fondo ghiaioso che permette il rapido assorbimento delle acque piovane e alla presenza quasi costante di una termica cumuliforme che proietta ombra per gran parte delle calde giornate estive. Le persone anziane del paese di Delebio, comune valtellinese nel quale è situato l'apparato, raccontano di non aver mai visto il nevaio completamente sciolto. In realtà la conca rimase per certo a secco durante la prima parte dell'autunno 2005 ed esattamente fino ai primi giorni di ottobre. Ma questo pare sia uno dei pochissimi casi portati a testimonianza di un piccolo gioiello capace di resistere alla grande anche alle più feroci angherie del clima. E il riconoscimento non è tardato ad arrivare: nel 2004, come riferisce Riccardo Scotti membro del Servizio Glaciologico Lombardo, il nevaio del Colombano è stato inserito nell'elenco delle forme glaciali minori.

Autore : Luca Angelini

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