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Balossi a MeteoLive: "la rinite allergica? Vero tormentone per gli italiani"

Il Dottor Luca Balossi, prestigioso Medico chirurgo, Specialista in Allergologia e Immunologia Clinica dell'Ospedale Niguarda, Cà Granda, ci parla della rinite allergica.

In primo piano - 24 Marzo 2010, ore 08.53

La rinite allergica è un’affezione caratterizzata da una tipica triade di sintomi - salve di sternuti, ostruzione nasale, rinorrea acquosa - ed è dovuta ad una reazione immunitaria specifica verso allergeni, generalmente da inalazione. La più comune è la rinite da allergia ai pollini ma seguono subito le riniti non stagionali da inalazione di allergeni non pollinici, generalmente ambientali (acari, spore funginee, forfore animali, lattice, ed altri), più raramente da allergeni alimentari. La mucosa nasale costituisce senza dubbio la prima sede in cui gli allergeni da inalazione vengono a contatto con l’organismo, e trovano un sistema immunitario molto sviluppato. Una caratteristica delle riniti da allergia ai pollini è la periodicità delle manifestazioni cliniche, che si presentano ogni anno a data quasi fissa con piccole variazioni legate all’andamento climatico stagionale, che può leggermente anticipare o ritardare il periodo di impollinazione delle varie piante. In rapporto al periodo di insorgenza si possono distinguere in Italia le pollinosi precoci, primaverili ed estivo-autunnali. I sintomi possono essere contemporaneamente presenti nello stesso paziente oppure, in altri casi, prevalere nettamente soltanto uno di questi, mentre gli altri sintomi mancano o sono di scarsa entità. E’ frequente inoltre il prurito nasale. Per ridurre il prurito il paziente, specialmente in età pediatrica, tende a sfregare il naso verso l’alto, per cui si osserva spesso la formazione di una piega nasale trasversale in corrispondenza del terzo inferiore del naso. Nei casi in cui l’ostruzione nasale sia molto pronunciata la respirazione avviene persistentemente a bocca aperta, determinando nel tempo un’alterazione di spetto fisico (facies simil-adenoidea). E’ frequente la riduzione della percezione degli odori. I sintomi oculari sono associati quasi sempre a quelli nasali e sono rappresentati da prurito, lacrimazione e fotofobia. In sede perioculare si possono osservare alterazioni di colore della cute (occhiaie) ed edemi (borse). Altri disturbi che sono frequentemente associati alla rinite allergica sono astenia, irritabilità, turbe del sonno, alterazioni del tono dell’umore e delle capacità di apprendimento e di attenzione. Queste manifestazioni che vengono troppo spesso sottovalutate, possono compromettere significativamente la qualità della vita dei pazienti, sia in età pediatrica che in età adulta. Le principale complicanza della rinite allergica è l’asma bronchiale che si è dimostrato essere associato a questa in un terzo dei casi. La sinusite costituisce una complicanza frequente della rinite allergica, secondaria ad ostruzione infiammatoria degli osti dei seni. Nei bambini che presentano ostruzione nasale marcata e prolungata si può verificare un’alterazione dello sviluppo delle ossa del cranio (deviazione del setto nasale, allungamento del viso, palato ogivale, malocclusioni dentarie). In un trenta percento dei casi, specialmente nei bambini, si può manifestare otite media con effusione. Per quanto riguarda la poliposi nasale la sua natura rimane tuttora non chiarita e comunque apparentemente scarsamente correlata con le allergie. La diagnosi di rinite allergica può essere posta facilmente con i test cutanei o con test sierologici per la ricerca degli anticorpi specifici delle allergie (IgE). Quanto esistono problemi di sospette complicanze è consigliabile una visita specialistica otorinolaringoiatrica e sono indicati esami endoscopici come la fibroscopia e radiologici come la radiografia standard e la TAC o risonanza magnetica. Può inoltre essere utile lo studio delle secrezioni nasali per la raccolta e lo studio delle cellule e di sostanze infiammatorie. Un particolare tipo di rinite ostruttiva cronica è la rinite eosinofila caratterizzata da un’elevata percentuale di eosinofili nel secreto nasale e non sembra essere correlata con le allergie IgE mediate. La terapia farmacologica non differisce molto tra le pollinosi e le riniti non pollinosiche. Essa si basa essenzialmente sulla somministrazione di stabilizzatori di membrana cellulare, cortisonici per uso locale ed antistaminici. Nelle riniti non pollinosiche si può attuare un trattamento preventivo che si basa sulla rigida applicazione di norme di igiene ambientale e personale e sull’eliminazione dell’esposizione degli allergeni responsabilil. In generale nelle forme più lievi è sufficiente la somministrazione di un antistaminico scelto tra quelli di nuova generazione. Nelle forme più gravi, a rischio di complicanze, è utile associare un trattamento antinfiammatorio di fondo con un cortisonico per uso nasale. Sia nella rinite allergica aperiodica che in quella stagionale non è giustificato l’uso di steroidi per via generale salvo che nelle complicanze di tipo asmatico. Lo specialista allergologo valuterà l’indicazione alla terapia desensibilizzante mediante vaccino.

Autore : Dott. Luca Balossi

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