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Autunno alle porte? Dai modelli emerge ancora POCA CHIAREZZA

Ieri le elaborazioni sembravano seguire un filo comune. Oggi invece alcune di esse fanno marcia indietro. Cerchiamo di districare questa complicata matassa.

In primo piano - 4 Ottobre 2012, ore 10.57

Troppo facile averla vinta con i modelli...ad oltre cinque giorni di distanza dalla scadenza previsionale.

E così ci ritroviamo per l'ennesima volta a parlare di incertezza, in questa complicata (quasi estenuante) prima parte dell'autunno. Non è la prima volta che le stagioni intermedie (primavera e autunno) fanno impazzire i previsori.

Il problema principale è scardinare il pattern estivo, che si è radicato nel Mediterraneo ed in genere alle basse latitudini. La presenza di un ITCZ troppo alto ( http://meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/Anticiclone-africano-troppo-invadente-Colpa-dell-ITCZ-che-si-spinge-troppo-a-nord/38955/  ) non aiuta di certo questo complicato progetto. Da ciò nascono tutte le incertezze modellistiche che da alcune settimane ci tormentano.

Il tormentone di oggi riguarda il range temporale tra il dieci e l'undici di ottobre. Fino a ieri tutte le elaborazioni disponibili garantivano un peggioramento più o meno intenso sull'Italia. Oggi, alcune di esse levano tutto o posticipano il suddetto peggioramento di qualche giorno. La data che abbiamo scelto per le nostre considerazioni è quella di GIOVEDI 11 OTTOBRE.

Secondo il modello europeo, il peggioramento non ci sarebbe. Tutto resterebbe bloccato ad ovest e sull'Italia l'alta pressione potrebbe liberamente scorrazzare fino alla fine della settimana prossima.

Il peggioramento susseguente sarebbe lento e macchinoso, con un'alta possibilità di insuccesso per la nostra Penisola.

 

Secondo il modello americano, la perturbazione passerebbe troppo alta e con una scarsissima ondulazione sull'Italia.

Questo esporrebbe a qualche pioggia o rovescio prima i settori alpini, poi il versante adriatico e il sud. Si tratterebbe di un peggioramento di serie B, che però preparerebbe la strada ad una più intensa perturbazione attesa sul finire della prossima settimana.

Il modello canadese invece sposa ancora la tesi del peggioramento generalizzato sull'Italia.

Notate l'alta pressione defilata ad ovest ( dove il modello europeo vede la depressione!) e l'aria fredda in discesa dalla Francia ad attivare il maltempo sull'Italia.

Come vedete, non siamo messi molto bene sotto il profilo delle prognosi modellistiche. Bisognerà avere un po' di pazienza ed aspettare una nuova linea comune, sperando che sia quella definitiva.

Ben sappiamo che il modello americano spesso la spunta, ma è bene attendere ancora qualche giorno prima di poter fare solide considerazioni.


Autore : Paolo Bonino

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