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Attività solare e maree all'origine di FORTI TERREMOTI?

Recenti risultati di ricerca, hanno accertato una significativa correlazione fra i maggiori terremoti, con le componenti mareali del campo magnetico terrestre esterno, l'attività solare, e la fasi lunari, attribuendoli ad un fenomeno di magnetostrizione.

In primo piano - 8 Aprile 2009, ore 10.40

La magnetostrizione è un fenomeno ben noto ai geologi e che consiste nella variazione di dimensione e di forma che accompagna la magnetizzazione di un ferromagnete e la sua deformazione dipende dalla direzione e dal grado di magnetizzazione. Il fenomeno è stato osservato, in particolare, nei cristalli in relazione alla loro energia di anisotropia. E' utile ricordare che le variazioni dimensionali dovute alla magnetostrizione non sono affatto trascurabili, come dimostrato dagli esperimenti eseguiti su monocristalli di nichel disposti secondo la direzione di un campo magnetico lungo gli assi principali del cristallo. È noto che le macchie solari sono regioni della cromosfera solare a temperatura di 4500°K, e quindi inferiore a quella della superficie dell'Astro, pari a 6000°K. Esse sono dovute alla comparsa in superficie di forti campi magnetici, che bloccano l'attività convettiva del Sole che, a loro volta, determinano anomalie nel campo magnetico terrestre. Tali anomalie, provocando fenomeni di magnetostrizione, aumentano gli stress presenti nelle zone di criticità della litosfera terrestre e possono stimolare la formazione di terremoti. Tutte le componenti del campo magnetico terrestre esterno, sono quindi amplificate in corrispondenza della maggiore conducibilità della ionosfera. Anche le componenti della marea geomagnetica di origine lunare potrebbero innescare fenomeni magnetostrittivi in seno alle faglie e la loro maggiore amplificazione potrebbe risultare piuttosto sensibile in corrispondenza della fase di Luna Nuova, cioè quando il Sole e la Luna si trovano entrambi sullo stesso settore celeste. In sintesi in corrispondenza dell'aumento dell'attività solare e quindi del numero delle macchie presenti sulla superficie della nostra Stella si potrebbe assistere a possibili anomalie del campo magnetico terrestre con una conseguente magnetostrizione della crosta terrestre, foriera di fasi sismicamente attive, ulteriormente amplificate in caso di novilunio. Secondo le ultime analisi effettuate, è in atto una evidente ripresa di attività sismica su scala planetaria, e non è da sottovalutare l'importanza delle fenomenologie magnetiche tra loro collegate, che, se ulteriormente approfondite, potrebbero divenire un ottimo precursore per una sempre più realistica e non troppo lontana previsione dei terremoti.

Autore : Luca Savorani

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