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ATTENZIONE! Sale il rischio di temporali molto violenti su ovest Valpadana nella sera-notte su sabato, occhio anche ai marittimi sulla costa ligure

Possibile attivazione della Low Level Jet.

In primo piano - 25 Agosto 2011, ore 14.16

Le Alpi complicano parecchio l'evoluzione temporalesca sulla Pianura Padano-Veneta. Le deformazioni che la catena alpina genera nei fronti è talvolta notevole. Spesso l'aria fredda è costretta a delle vere e proprie peripezie per sfondare verso sud: passi alpini e aggiramenti laterali sono le uniche strategie vincenti per raggiungere le assolate pianure del nord.

Nelle perturbazioni temporalesche molto attive ci sono situazioni in cui la spinta operata dal fronte è notevole e l'aria fredda in quota supera le Alpi con facilità: l'aria caldo-umida presente al suolo costituisce allora un cocktail ideale per innescare cellule temporalesche di forte intensità prima ancora che il fronte freddo possa dilagare a sud delle Alpi. Trattasi dei famosi temporali pre-frontali, che spesso risultano violentissimi.

La loro pessima fama deriva soprattutto dall'attivazione nei bassi strati del famoso "CONVEYOR BELT" o nastro trasportatore. Trattasi di una corrente che trae origine dalla formazione di un minimo depressionario termico in Valpadana prima del passaggio frontale, che porta all'attivazione di un vento teso da SE in genere tra i 1200 e i 2500 m, il quale avvetta aria ulteriormente calda ed umida. Lungo questo nastro si formano i focolai temporaleschi più intensi.

I primi rovesci scaricheranno al suolo aria più fredda che solleverà di colpo altra aria caldo-umida rifornendo di nuovi cumuli la linea temporalesca, fino a generare degli MCS, (più cellule temporalesche unite che formano un grosso malloppo di pioggia). Se i prefrontali si generano nelle ore più calde della giornata, il notevole contrasto potrà originare fenomeni violenti e grandinigeni, sfruttando l'ulteriore calo pressorio derivante dall'imminente passaggio frontale vero e proprio.

Nell'episodio tra venerdì e sabato un fronte freddo molto attivo potrebbe essere preceduto dalla formazione di grosse cellule temporalesche prefrontali tra Piemonte ed ovest Lombardia. Un cocktail di elementi "esplosivi" fa pensare che grossi bubboni temporaleschi, assolutamente imprevedibili anche dai lam previsionali, possano svilupparsi già dal primo pomeriggio di venerdì.

Zone più a rischio: Biellese, Eporediese, Novarese, Verbano, Canton Ticino, Varesotto, alto Milanese, Comasco, poi Lecchese.

Attenzione anche a possibili temporali marittimi sulla costa ligure all'alba di sabato, specie sullo Spezzino, in movimento verso il Viareggino, un po'attenuati.

Seguite gli aggiornamenti...


Autore : Alessio Grosso

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