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ATTENZIONE! I temporali ad asse obliquo fanno DANNI...

Cosa sono? Ci sono differenze con quelli ad asse verticale?

In primo piano - 14 Giugno 2016, ore 14.06

Dato che i cumuli ed i cumulonembi sono nubi che tendono a svilupparsi anche per diversi chilometri in altezza, possono risentire del possibile cambiamento di direzione e di intensità del vento nei vari strati atmosferici mano a mano che si gonfiano e salgono verso l’alto.

In particolare se non sono presenti forti correnti alle alte quote (attorno ai 7-10 chilometri di altezza) o se comunque tali correnti hanno una velocità simile a quelle nei bassi strati (in prossimità del suolo), allora il cumulo tenderà ad assumere la forma di una “torre” pressoché perpendicolare al terreno; di conseguenza si parlerà di “nube cumuliforme ad asse verticale”.

In tal caso l’aria calda in lenta salita che alimenta il cumulo dal basso tenderà a “contrastare” con l’aria più fredda scaricata dall’alto a forte velocità a causa della presenza dei rovesci di pioggia e ghiaccio, in quanto tali masse d’aria si troveranno a stretto contatto; pertanto il flusso di aria più tiepida ed umida tenderà ad essere smorzato, portando alla rapida dissoluzione della nube stessa e quindi alla cessazione dell’eventuale temporale.

Al contrario se in quota è presente un vento molto intenso (come ad esempio accade quando una robusta corrente a getto transita sulle nostre teste ad 8-10 chilometri di altezza), allora il canale di aria più calda ed umida tende a salire verso l’alto, ma contemporaneamente si sposta orizzontalmente nella direzione dettata dai venti in quota.

Ecco che allora la nube assume una forma più curiosa, simile ad una torre in procinto di cadere, ossia si genera una “nube cumuliforme ad asse obliquo”. Come si può immaginare in tal caso il flusso di aria calda che sale verso l’alto all’interno del cumulo non tende a contrastare con i rovesci e quindi si ha una nube molto più longeva e quindi un eventuale acquazzone o temporale molto più intenso, in grado di arrecare DANNI anche gravi.

A questa categoria appartengono anche buona parte delle cosiddette “supercelle”, ossia le nubi temporalesche che ruotano su sé stesse in senso antiorario e che possono generare forti trombe d’aria; in tal caso al variare della quota il vento oltre a mutare di intensità, cambia anche gradualmente di direzione (in particolare salendo di quota le correnti tendono a ruotare in senso orario).

 


Autore : Redazione di MeteoLive.it

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