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Attenzione a quei temporali in arrivo tra Lazio e Campania

Martedì è atteso un passaggio temporalesco piuttosto intenso tra basso Lazio e napoletano a causa della confluenza tra un flusso nord-africano e l'ingresso del minimo depressionario sul Mediterraneo occidentale

In primo piano - 28 Ottobre 2008, ore 09.02

L'Italia nelle prossime ore si troverà alla confluenza tra masse d'aria diverse le quali tenderanno a convergere entro il gran caledrone di bassa pressione in ingresso sul bacino occidentale del Mediterraneo. In particolare le nostre regioni centrali che si affacciano sul versante tirrenico dell'Appennino verranno impegnate da una serie di strutture nuvolose temporalesche in sviluppo in seno ad aria caldo-umida potenzialmente molto instabile in risalita dal nord Africa. Il transito sulle acque ancora calde del mare inietterà ulteriore energia al sistema il quale si porterà nella mattinata di martedì verso le coste del medio Tirreno. Sarà proprio a questa altezza che si attueranno simultaneamente diversi fattori propensi allo sviluppo di convezione profonda e dunque di temporali. Tra i più significativi citiamo i contrasti tra l'aria calda e umida in transito alle quote medio-basse (fenomeno noto come "nastro trasportatore caldo"), l'effetto aspirazione indotto dal minimo depressionario in ingresso sui nostri mari occidentali, accompagnato dalle prime infiltrazioni fresche in quota, e la retroazione di sbarramento prodotta dal bloccaggio appenninico. I nostri modelli vedono il cocktail convettivo concretizzarsi nella possibilità di forti temporali sul Tirreno centrale al primo mattino in estensione ai settori posti tra Lazio e Campania nelle ore successive. Gli accumuli piovosi in qualche caso potranno essere abbondanti. Gli indici convettivi ci suggeriscono infatti che la zona potrebbe essere impegnata da sistemi temporaleschi a multicella ma non solo. Lo shear positivo (differenza di velocità e direzione del vento con la quota) potrebbe favorire lo sviluppo di fenomeni di tipo supercellulare, con annesso anche qualche episodio vorticoso o grandinata. I cumulonembi andranno poi a infrangersi contro l'Appennino riuscendo solo in parte a scavalcare il sistema montuoso. Inizieranno quindi a deviare in parte verso la Toscana e in parte sulla Campania frammentandosi poi sulle nostre regioni meridionali, ove apporteranno fenomeni comunque meno intensi.

Autore : Luca Angelini

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