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Artico e Antartico a confronto, le ultimissime novità

Analisi in parallelo che mette a confronto due mondi apparentemente simili ma in realtà diametralmente opposti.

In primo piano - 1 Settembre 2010, ore 09.27

Artico e Antartico, qual è il problema? Correnti oceaniche, compattezza del vortice polare, concentrazione di gas serra, attività solare, geotermia: quali di questi elementi incidono sul divario che ancora separa la situazione dei ghiacci ai due estremi del pianeta?

La scienza al momento non ha ancora dato una risposta comprovata e basata su dati scientificamente validi per dipanare il dubbio che aleggia attorno a questo "scottante" argomento. Il trend altalenante che regola l'ammanco o il surplus dei rispettivi tratti di banchisa suggerisce l'azione concomitante di diversi fattori, alcuni sinergici, altri contrapposti.

Fatto sta che Artico e Antartico continuano a rimanere agli antipodi, non solo geograficamente, ma anche per quanto concerne il loro stato di salute, intendendo con questo il computo delle rispettive banchise proiettato l'uno in costante calo, l'altro in sorprendente risalita.

Artico: dopo la caduta libera registrata nella prima parte dell'estate, ora l'andamento pare essersi stabilizzato su valori comunque negativi. Rispetto alla media di riferimento, convenzionalmente calcolata sul perido intercorso tra il 1979-2008, la banchisa artica ha lasciato sul campo oltre 1 milione e mezzo di kmq. Non siamo certo ai minimi assoluti del 2007, pur se quest'estate abbiamo più volte rischiato di bruciare con estrema disinvoltura tale record.

Antartico: situazione inversa, con un inverno australe che ha fatto faville permettendo l'innalzamento del trend fin oltre 1 milione e mezzo di kmq. Al momento però si registra un brusco calo, dovuto soprattutto a un vortice polare improvvisamente indebolitosi (valori dell'Oscillazione Antartica fortemente negativi nella seconda metà di agosto). 

Al momento sono oltre 15 milioni i kmq di superficie calcolata, circa 200 mila in più della solita media trentennale ma tra poco interveranno anche le conseguenze dell'apertura stagionale del buco dell'ozono, con l'alterata incidenza dei raggi solari, e una ripresa di vigore del vortice polare antartico a remare contro. Non c'è dubbio, ne vedremo delle belle.


Autore : Luca Angelini

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