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Artico e Antartico a confronto, gli ultimi aggiornamenti e le novità sull'andamento climatico globale.

Periodo complessivamente tranquillo per i ghiacci sulle calotte polari. Riappianate le abissali differenze che fino all'estate 2010 separavano Artico e Antartico.

In primo piano - 26 Ottobre 2010, ore 09.37

Situazione attuale dei ghiacci artici (entro il cerchio rosso) comparata con quella che è stata registrata nel medesimo periodo degli anni precedenti al 2010 fino al 2005. In alto il trend medio degli ultimi 30 anni (Fonte NSIDC).

Quello che saltava all'occhio fino al mese di agosto del 2010 era l'incredibile salto che separava l'estensione dei ghiacci artici, in cronico deficit rispetto alle medie dell'ultimo trentennio, rispetto all'estensione di quelli antartici, in sorprendente surplus. Attenzione, stiamo parlando dei ghiacci oceanici, ossia della banchisa che ricopre gli oceani entro i rispettivi Circoli Polari. Questo per non ingenerare confusione con la consistenza dei ghiacci continentali che segue tutta un'altra via di sviluppo.

Ebbene dagli ultimi dati satellitari pervenuti si nota una fase complessivamente tranquilla e senza grandi scossoni sia sull'Artico che sull'Antartico. Per quanto riguarda il Polo Nord notiamo una sostanziale tenuta rispetto alla media di riferimento, anche se il deficit si maniente intorno a 1 milione e 400 mila kmq. Bene invece il trend rispetto agli anni 2009, 2008 e 2007, rispetto ai quali la banchisa artica sta rosicchiano ulteriori chilometri quadrati di superficie. E' stata raggiunta proprio in questi giorni la soglia dei 6 milioni di kmq di superficie (dati a cura dell'Università dell'Illinois).

Andamento dei ghiacci antartici dal 1990 al 2010. Si nota il costante aumento della banchisa e l'attuale surplus rispetto alla media dell'ultimo trentennio (Fonte Università dell'Illinois).

L'Antartico, rientrato dalla sua folle corsa sopra media, risulta al momento stabilizzatosi in modo quasi speculare all'Artico, ossia con un surplus contenuto che ammonta al momento a circa 300 mila kmq (dati a cura dell'Università dell'Illinois). Quello che dobbiamo notare è la caratteristica fase di crisi e successivo assestamento che si verifica sui ghiacci del Polo Sud intorno ai suoi massimi stagionali che si registrano a settembre.

Questa crisi è sfociata nell settembre del 2010 ad un temporaneo ma drastico crollo della banchisa antartica, cui è seguito un generale assestamento. Ora tutto risulta tranquillo con una superficie totale che ammonta a circa 14 milioni e 650 mila kmq (siamo alla fine dell'inverno australe).

L'analisi comparata ci mostra dunque un andamento che, alla luce degli ultimi aggiornamenti, appare complessivamente appaiato tra i due poli. Questo trend ridurrebbe dunque la differenza tra il nord e il sud del Mondo, fatto di cui si dovrà tener conto anche nell'elaborazione dei modelli climatici rivolti all'evoluzione del più o meno "global" warming.


Autore : Luca Angelini

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