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Arriva El Niño: sarà l'anno della super estate?

Secondo quanto individuato dall'analisi probabilistica condotta dall'ente governativo americano NOAA, sta per innescarsi il noto riscaldamento delle acque del Pacifico equatoriale al largo delle coste ecuadoregne e peruviane, la cui magnitudo potrebbe indurre importanti modifiche all'assetto climatico della prossima estate, in parte anche sull'Italia.

In primo piano - 11 Marzo 2014, ore 08.34

Se inizia a muoversi il Pacifico allora son dolori. Si, perchè le acque del Pacifico da sole, possono incidere sul clima dell'intero Pianeta. Il ciclo che regola l'andamento degli Alisei e le reazioni delle temperature superficiali del grande oceano si chiama ENSO, acronimo di El Niño and Southern Oscillation

Si tratta dunque di un indice misto, metà oceanico e metà atmosferico. L'oscillazione suddetta ha una frequenza media intorno ai 5 anni. Da cosa nasce tutto questo? Semplificando al massimo il meccanismo, possiamo osservare che tutto parte dall'andamento dei venti semi-costanti che soffiano dalle latitudini tropicali verso l'Equatore, gli Alsei, i quali possono subire improvvise interruzioni a causa di una particolare collocazione dell'attività temporalesca tropicale (a sua volta individuata da un altro indice la MJO). Se siamo tra dicembre e gennaio, e tutto ciò accade sulle acque del Pacifico, possono crearsi squilibri tra gli accumuli d'acqua che si registrano rispettivamente in Australia in sud America, tali da generare spostamenti di acque calde da ovest verso est, ovvero dall'Australia al sud America, dove normalmente si trovano acque fredde. Ecco che può innescarsi il fenomeno del Niño.

Bene, ma cosa c'entra tutto questo con il tempo di casa nostra? Al di là delle implicazioni strettamente fisiche del fenomeno, ancora in fase di studio, possiamo poggiare le nostre conoscenze sulla statistica. Qualora il fenomeno di El Niño superi una determinata magnitudo e per diversi mesi di seguito (minimo 5), possono crearsi condizioni favorevoli ad estati molto calde sul suolo europeo, quindi anche in Italia.

La correlazione tra Nino strong (forte) ed estati più calde della norma in Italia è molto alta. Ora, le proiezioni della NOAA mostrano un indubbio passaggio a Niño già in atto, con prosecuzione del fenomeno almeno sino al prossimo inverno (grafico allegato). La magnitudo appare nel complesso non esorbitante (appena al di sopra della soglia degli 0,5°C).

Il fenomeno, visto così, potrebbe effettivamente andare a interferire con la nostra prossima estate, modificandone in parte le caratteristiche di base che, con maggiore probabilità, potrebbero portare mesi più caldi della norma. Non possiamo però sapere quanto caldo farà effettivamente e quando. Basti sapere che sul piatto dell'estate potremmo trovarci una portata che scotta. Da qui a giugno però altri fattori potrebbero intervenire a modificare le sorti della stagione.

Sarà pertanto buona norma tenere sotto controllo l'evoluzione ed aggiornarci regolarmente con le ultimissime simulazioni disponibili.


Autore : Luca Angelini

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